A novant’anni dalla sua nascita, Elvis Presley resta il re indiscusso del rock’n’roll. Ecco cinque brani iconici che raccontano il mito di Elvis tra curiosità e record indimenticabili

A novant’anni dalla sua nascita, Elvis Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977) resta il re indiscusso del rock’n’roll. Con una carriera costellata di successi, le sue canzoni hanno definito un’epoca e ispirato generazioni. Ecco cinque brani iconici che raccontano il mito di Elvis tra curiosità e record indimenticabili.
That’s All Right (1954)
Il primo singolo che lanciò la carriera di Elvis Presley fu un’improvvisazione geniale. Durante una sessione di registrazione con Sam Phillips alla Sun Records, Elvis trasformò un vecchio blues di Arthur Crudup in un pezzo vibrante e rivoluzionario. La radio di Memphis trasmise il brano la sera stessa, scatenando telefonate entusiastiche e dando inizio alla leggenda. Considerata la scintilla del rock’n’roll, That’s All Right catturò l’energia cruda e lo stile unico del giovane Presley.
Heartbreak Hotel (1956)
La prima vera hit di Elvis, Heartbreak Hotel, raggiunse il numero uno nelle classifiche statunitensi. Ispirata a un articolo di giornale su un uomo morto in una stanza d’albergo, la canzone si distingue per la sua atmosfera malinconica e il riverbero profondo. Con oltre un milione di copie vendute solo nei primi mesi, segnò l’inizio dell’ascesa vertiginosa di Elvis come superstar mondiale.
Hound Dog (1956)
L’interpretazione esplosiva di Hound Dog durante lo show televisivo di Milton Berle consacrò Elvis come fenomeno culturale. Il brano, scritto originariamente da Leiber e Stoller per Big Mama Thornton, fu reso celebre dal ritmo travolgente e dalle celebri mosse di danza di Elvis. Sebbene la performance scandalizzò i benpensanti dell’epoca, contribuì ad abbattere barriere sociali e a definire il nuovo volto della ribellione giovanile.
Jailhouse Rock (1957)
Colonna sonora dell’omonimo film, Jailhouse Rock è uno dei pezzi più celebri di Presley. La coreografia della scena musicale, con Elvis nei panni di un detenuto ballerino, divenne iconica e influenzò generazioni di artisti. Il brano, scritto ancora una volta da Leiber e Stoller, è un inno energico che combina il ritmo serrato con la voce potente di Presley. È spesso citato come una delle migliori performance rock di tutti i tempi.
Suspicious Minds (1969)
Dopo un periodo di declino artistico, Suspicious Minds riportò Elvis in vetta alle classifiche. Scritta da Mark James, la canzone racconta la difficoltà di una relazione tormentata dalla gelosia. Il crescendo emozionale e il memorabile bridge in cui il brano sembra fermarsi, per poi riprendere con forza, rappresentano una delle produzioni più ambiziose di Presley. Questo successo segnò il suo ritorno al trionfo commerciale e artistico alla fine degli anni ’60.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

