Il film di Brady Corbet, The Brutalist, racconta la storia dell’architetto ungherese László Tóth, interpretato da Adrien Brody, un rifugiato che cerca fortuna in America nel dopoguerra

The Brutalist, il film di Brady Corbet che ha conquistato tre Golden Globe e il Leone d’Argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia, ha trionfato anche agli Oscar, aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti. La pellicola racconta la storia dell’architetto ungherese László Tóth, interpretato da Adrien Brody, un rifugiato che cerca fortuna in America nel dopoguerra. Corbet ha lavorato per dieci anni al progetto, definendolo “un film difficile da realizzare” e frutto di sacrifici personali.
Una collaborazione familiare
Corbet ha scritto la sceneggiatura insieme alla moglie, la regista norvegese Mona Fastvold, con cui aveva già collaborato per L’infanzia di un capo. La coppia ha sviluppato una narrazione intensa che esplora il sogno americano attraverso le sfide personali e professionali del protagonista.
La durata monumentale e la scelta dell’intervallo
Il film dura tre ore e quaranta minuti, con un intervallo di 15 minuti. Corbet ha dichiarato che questa scelta era già prevista in sceneggiatura: “Ho difficoltà a stare fermo per così tanto tempo, quindi era necessaria anche per il pubblico”.
Riprese tra Budapest e Carrara
Le riprese si sono svolte in 34 giorni tra marzo e maggio 2023, tra Ungheria e Italia. A Carrara, la produzione ha utilizzato il centro storico e la Cava Corsi a Colonnata, aggiungendo un tocco europeo alla narrazione.
Il cast stravolto in corso d’opera
Inizialmente il film doveva avere Joel Edgerton, Marion Cotillard e Mark Rylance nei ruoli principali. Tuttavia, dopo ritardi legati alla pandemia, nel 2022 il cast è stato rivoluzionato con Adrien Brody, Felicity Jones e Guy Pearce. Alcuni attori, come Stacy Martin e Alessandro Nivola, sono rimasti nella produzione.
Adrien Brody e il legame personale con il film
Brody ha dichiarato di essersi sentito profondamente legato al suo personaggio: sua madre, la fotografa Sylvia Plachy, è stata una rifugiata ungherese, e l’attore ha trovato molte analogie tra la sua storia familiare e quella di László. “Ho avuto una vita intera di preparazione per questo ruolo”, ha detto Brody.
Una colonna sonora d’epoca
Dopo la scomparsa del compositore Scott Walker, la colonna sonora è stata affidata a Daniel Blumberg, che ha scelto strumenti dell’epoca per ricreare un sound autentico.
Budget ridotto e ottimizzazione delle risorse
Realizzato con un budget tra i 6 e gli 8 milioni di dollari, The Brutalist ha richiesto un’attenta gestione delle spese. Corbet ha girato in Ungheria per sfruttare incentivi fiscali e ha evitato costi superflui, rinunciando persino alla stampa dei negativi: “Abbiamo fatto tutto il possibile per far sì che ogni centesimo si vedesse sullo schermo”.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

