Gianni Morandi torna nella Capitale con una data del “C’era un ragazzo Tour 2026” al Palazzo dello Sport. Ecco cosa sapere sull’appuntamento romano e le canzoni attese in scaletta…
Gianni Morandi è atteso a Roma martedì 21 aprile 2026 per una delle date del “C’era un ragazzo Tour 2026”, tournée nei principali palasport italiani. Lo spettacolo nella Capitale è fissato al Palazzo dello Sport con inizio alle 21.00.
Un tour costruito sulla storia del repertorio
Il nuovo live nasce attorno a un titolo centrale nella carriera di Morandi, “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, a sessant’anni dalla pubblicazione del brano. L’impianto dello show guarda ai classici che hanno attraversato generazioni diverse, affiancando pagine storiche a brani più recenti come quelli dell’ultimo percorso discografico.
La scaletta attesa del concerto di Roma
Per la data romana circola una scaletta che restituisce bene l’impostazione del tour: un percorso ampio, pensato per tenere insieme successi storici, canzoni molto note al grande pubblico e alcuni titoli dell’ultima fase artistica. Questa la sequenza dei brani attesi:
C’era un ragazzo
Monghidoro
Occhi di ragazza
Se perdo anche te
L’attrazione
La mia nemica amatissima
Futura
Piazza grande
Vita
Un mondo d’amore
Grazie perché
Bella signora
Solo insieme saremo felici
L’allegria
Canzoni stonate
Varietà
In amore
Apri tutte le porte
Se non avessi più te
Non son degno di te
Se puoi uscire la domenica
La fisarmonica
Chimera
Andavo a cento all’ora
Tenerezza
In ginocchio da te
Belinda
Fatti mandare dalla mamma
Canzoni
Uno su mille
Scende la pioggia
Banane e lampone
I brani chiave della serata
A emergere, già a una prima lettura, è la volontà di tenere insieme l’identità più immediata di Morandi e una dimensione narrativa più ampia. In scaletta entrano infatti titoli fondativi come “In ginocchio da te”, “Non son degno di te”, “Se non avessi più te” e “Fatti mandare dalla mamma”, accanto a canzoni che negli anni hanno consolidato il suo profilo popolare, da “Uno su mille” a “Scende la pioggia”, fino a “Banane e lampone”.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

