L’esposizione “L’ultima metafisica”, allestita nella nuova ala del Palazzo dei Musei, riunisce cinquanta opere provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico

Modena ospita dal 29 novembre al 12 aprile una mostra interamente dedicata all’ultima stagione artistica di Giorgio de Chirico. L’esposizione, allestita nella nuova ala del Palazzo dei Musei, riunisce cinquanta opere provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, offrendo una lettura sistematica della produzione compresa tra il 1968 e il 1978.
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Il ritorno alla Metafisica in chiave neometafisica
Il percorso è costruito attorno alla cosiddetta fase “neometafisica”, in cui l’artista recupera temi e figure della propria prima stagione — manichini, architetture, piazze, enigmi — rielaborandoli con un approccio più limpido, quasi disteso. La componente tragica delle origini lascia spazio a un segno più definito, privo di enfasi, guidato da un’ironia sottile e da un disegno rigoroso.
Le opere esposte e la loro rilettura
Tra i lavori presenti figurano alcuni dipinti emblematici della fase tarda, tra cui Ettore e Andromaca davanti a Troia (1968), L’astrologo (1970) e Sole sul cavalletto (1973). Sono opere che mostrano come de Chirico abbia continuato a interrogare la propria immaginazione visiva, lavorando per variazioni, citazioni interne e reinvenzioni, senza nostalgia ma con una consapevolezza sempre più precisa del proprio linguaggio.
Una mostra per approfondire un periodo meno studiato
L’obiettivo è mettere a fuoco un decennio spesso meno indagato rispetto alla stagione metafisica delle origini. Il pubblico è accompagnato lungo un percorso che ripercorre il rapporto dell’artista con le proprie invenzioni, il dialogo con i generi della tradizione e la progressiva semplificazione delle strutture compositive.
Dettagli organizzativi e curatoriali
La mostra, curata da Elena Pontiggia, è promossa dal Comune di Modena. In collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e prodotta da Silvana Editoriale. L’allestimento valorizza il nuovo spazio espositivo del Palazzo dei Musei, concepito per accogliere progetti di ampio respiro dedicati alla grande arte del Novecento.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

