In uscita dal 15 gennaio 2026 nelle sale italiane, “Il tempio delle ossa” prosegue il nuovo ciclo della saga e cambia il bersaglio della paura

“28 anni dopo – Il tempio delle ossa” si colloca nella continuità del franchise nato con “28 giorni dopo”, ma lavora su un presupposto diverso rispetto all’impianto originario. Se il contagio resta la condizione di fondo, il film usa la durata dell’apocalisse per interrogarsi su cosa viene dopo: comunità, regole, gerarchie, obbedienza.
Il Tempio delle Ossa: luogo, simbolo, dispositivo
Il titolo non è un dettaglio: il Tempio delle Ossa è presentato come uno snodo narrativo e un centro di gravità morale. È un luogo che può funzionare insieme come memoriale e come strumento di controllo, perché trasforma il lutto in dottrina e la sopravvivenza in appartenenza.
La trama: Spike dentro i Jimmys, Kelson dentro il segreto
La storia riparte da un Regno Unito devastato da decenni di epidemie e crolli istituzionali. Il protagonista Spike viene risucchiato nel mondo dei Jimmys, una comunità guidata da Sir Lord Jimmy Crystal, che ha fatto della violenza un codice. In parallelo, il dottor Ian Kelson prosegue una missione di memoria sulle vittime dell’infezione e arriva a un segreto che, secondo la premessa, potrebbe cambiare la comprensione stessa dell’epidemia.
Cast: chi sono i volti centrali del sequel
Ralph Fiennes interpreta il dottor Ian Kelson; Jack O’Connell è Sir Lord Jimmy Crystal; Alfie Williams è Spike. Completano l’asse principale Erin Kellyman (Jimmy Ink), Chi Lewis-Parry (Samson, figura di spicco tra gli infetti) e Aaron Taylor-Johnson (Jamie, padre di Spike). Nel cast figurano anche Emma Laird, Maura Bird, Ghazi Al Ruffai e Sam Locke, legati alla comunità dei Jimmys.
Il ritorno di Jim: Cillian Murphy come ponte con le origini
Il film riporta in scena Cillian Murphy nei panni di Jim. È una scelta che punta a ricucire il nuovo ciclo con l’identità della saga senza ridurla a un’operazione di richiamo: serve a tenere insieme passato e presente del racconto, soprattutto sul piano emotivo.
Regia e tono: l’impronta di Nia DaCosta
Alla regia c’è Nia DaCosta, chiamata a lavorare su un immaginario già codificato e, allo stesso tempo, a spingerlo in un territorio più rituale. L’idea, per come viene impostata, è spostare l’orrore dall’urgenza della fuga alla gestione di una società deformata: meno “incidente” e più struttura.
Data di uscita in Italia
“28 anni dopo – Il tempio delle ossa” arriva nelle sale italiane dal 15 gennaio 2026.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
