Johannes Vermeer visse e lavorò per tutta la vita a Delft, nell’Olanda meridionale. Poche tracce documentarie rimangono, ma l’impronta visiva è fortissima…
Johannes Vermeer visse e lavorò per tutta la vita a Delft, nell’Olanda meridionale. Poche tracce documentarie rimangono, ma l’impronta visiva è fortissima. Oggi, camminare lungo i canali della città offre una sensazione stranamente familiare, come se i suoi interni silenziosi fossero solo oltre una finestra chiusa.
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La città nel riflesso
Delft è ordinata, densa, attraversata da corsi d’acqua e tetti inclinati. La luce entra obliqua e restituisce contrasti morbidi. Vermeer non dipinse la città in modo descrittivo: la assorbì. I suoi interni sembrano pieni dell’aria di Delft, della sua calma, della sua lentezza.
L’unico paesaggio
La “Veduta di Delft” è l’unico esterno documentato nella sua produzione. La superficie del canale riflette i tetti con una delicatezza cromatica sorprendente. Alcuni storici ritengono che abbia ritoccato la luce con pigmenti d’oro per aumentare l’effetto di sospensione.
La soglia fra dentro e fuori
Visitare oggi la Oude Kerk, dove Vermeer è sepolto, significa entrare in quel chiaroscuro. Non si trovano sue opere lì, ma tutto sembra parlare con la sua lingua: i vetri opachi, la pietra bagnata, i suoni ovattati. Delft è una tela che non smette di respirare.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

