Il concerto di Giorgia in programma venerdì 13 marzo all’Inalpi Arena di Torino riporta al centro l’impianto del tour nei palasport, con una scaletta che tiene insieme repertorio storico, medley e brani dell’ultimo album “G”…
Giorgia torna a Torino venerdì 13 marzo 2026 per una nuova data all’Inalpi Arena, con inizio previsto alle 21. Il concerto si inserisce nella seconda parte del tour “G Palasport” e arriva dopo il primo ciclo di date nei palazzetti. Ma, più ancora dell’appuntamento in sé, a interessare è la possibile scaletta: un tracciato che definisce il tono dello spettacolo e chiarisce l’equilibrio fra passato e presente del repertorio.
Come è costruito il concerto
L’impianto del live sembra muoversi in una direzione precisa. Da una parte ci sono i singoli più noti, dall’altra una serie di innesti presi dall’album “G”, con un andamento che evita la semplice successione di successi e lavora invece su alternanze, medley e cambi di intensità. Non una scaletta lineare, dunque, ma una struttura che punta a tenere insieme più fasi della carriera dell’artista, senza rinunciare a una forma popolare e leggibile.
La scaletta probabile del concerto di Giorgia a Torino
Questo l’elenco dei brani attesi per la data torinese:
- L’unica
- I feel love / Senza confine
- E c’è ancora mare / Il cielo in una stanza / Gocce di memoria
- Vivi davvero
- Carillon
- Oronero
- Corpi celesti
- Come saprei
- E poi
- Sabbie mobili
- Per fare a meno di te / Infinite volte / Strano il mio destino
- Spirito libero
- Paradossale
- Io fra tanti
- Se mi vuoi / Girasole / Scelgo ancora te / True colors / È l’amore che conta
- La gatta
- Di sole e d’azzurro
- Come neve
- Tra le dune e le lune
- Il mio giorno migliore / We found love
- La cura per me
- Tu mi porti su
- Golpe
Come accade in questo tipo di tournée, l’ordine dei brani può cambiare e alcuni passaggi possono essere rimodulati durante la serata.
I brani chiave: dai classici al nuovo album
Nel corpo centrale del live emergono alcuni snodi evidenti. “Come saprei”, “E poi”, “Di sole e d’azzurro” e “Oronero” rappresentano il blocco dei titoli più riconoscibili, quelli che definiscono la tenuta del concerto presso un pubblico ampio e trasversale. A questi si affiancano i pezzi più recenti, fra cui “Corpi celesti”, che segna il raccordo con l’ultimo lavoro in studio. Il risultato è una scaletta che non separa in modo netto i classici dalle novità, ma li fa convivere nella stessa architettura.
Il ruolo dei medley nella serata
Uno degli elementi più rilevanti è l’uso dei medley. Non sono semplici scorciatoie, ma una scelta di regia musicale: comprimono più brani in blocchi unitari, mantengono alta la densità del concerto e permettono di attraversare rapidamente diverse fasi del repertorio. È qui che il live assume una forma meno didascalica e più dinamica, con passaggi che allargano il raggio del racconto musicale senza appesantire la durata.
Una band estesa per un suono pieno
Sul palco Giorgia è affiancata da una formazione ampia, con basso, chitarra, batteria, tastiere, cori e una sezione d’archi. È un elemento che incide direttamente anche sulla resa della scaletta: alcuni brani acquistano una dimensione più stratificata, altri vengono sostenuti da arrangiamenti pensati per tenere insieme precisione tecnica e apertura melodica. In questo senso, la composizione della band non è un dettaglio, ma parte integrante del progetto live.
Orario, pubblico e cosa aspettarsi
L’inizio del concerto è fissato alle 21 e la serata torinese si presenta come una data costruita attorno a un repertorio forte, riconoscibile, ma disposto con attenzione. Il focus resta sulla scaletta, che sembra voler evitare l’effetto-antologia pura per cercare invece una progressione più articolata. Per chi seguirà il concerto all’Inalpi Arena, il punto non sarà solo quali canzoni verranno eseguite, ma soprattutto come verranno collocate nel corso del live.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

