La terza stagione di Euphoria arriva il 13 aprile su Sky Atlantic e NOW, con uscita settimanale per otto episodi complessivi. Il ritorno della serie passa da un salto temporale netto, porta i personaggi fuori dal liceo e…
La nuova stagione di Euphoria debutta in Italia il 13 aprile su Sky Atlantic e in streaming su NOW. La programmazione segue il modello settimanale: un episodio alla volta, per un totale di otto. È il ritorno di uno dei titoli HBO più riconoscibili degli ultimi anni, a distanza di molto tempo dal secondo capitolo.
Il salto temporale cambia l’impianto della serie
Il dato più importante è il salto in avanti di cinque anni. Euphoria lascia alle spalle il perimetro del liceo e ritrova i suoi personaggi in una fase diversa, dove il peso delle scelte fatte prima diventa più visibile. Il cambio non è solo narrativo: modifica tono, prospettiva e funzione della serie, che smette di raccontare soltanto lo smarrimento adolescenziale e lavora su una dimensione più adulta.
Rue resta il centro del racconto
Anche in questa stagione il baricentro resta Rue. È da lei che la serie continua a osservare dipendenza, colpa, possibilità di riscatto e difficoltà di tenere insieme realtà e desiderio di fuga. Attorno a questo asse, il nuovo capitolo allarga il campo e costruisce un racconto in cui fede, redenzione e conseguenze diventano i temi più espliciti.
Un ritorno che prova a chiudere il cerchio
La terza stagione è presentata, nei fatti, come un possibile capitolo finale. Non tanto per un annuncio formale, quanto per il modo in cui viene descritta da chi la firma e da chi la interpreta. Il punto non è rilanciare ancora la storia, ma portarla verso una forma di chiusura, dopo un’attesa lunga e una produzione segnata da rinvii, riscritture e cambi di contesto.
Il peso del tempo e delle assenze
Il ritorno di Euphoria arriva dentro un clima inevitabilmente diverso rispetto al passato. La lunga distanza dalla seconda stagione ha cambiato la percezione della serie, ma soprattutto ha inciso il vuoto lasciato da Angus Cloud. Questo rende il nuovo capitolo meno legato all’effetto generazionale dei primi episodi e più esposto a una lettura di bilancio, quasi di consuntivo emotivo.
Una stagione più adulta anche nella forma
Il cambio di fase passa anche dall’impianto visivo. La nuova stagione è costruita per allargare il respiro dell’immagine e accompagnare il passaggio dei personaggi verso un mondo meno chiuso, meno scolastico, meno protetto. È una scelta che rafforza l’idea di una serie ormai uscita dall’adolescenza e interessata a una dimensione più aspra, più esterna, più definitiva.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

