Nel manifesto firmato da Giacomo Balla nel 1914 “Il vestito antineutrale”, l’artista promuoveva un abbigliamento maschile più audace, colorato e asimmetrico, in netto contrasto con i rigidi canoni della moda dell’epoca

Il Futurismo, un movimento culturale e artistico nato in Italia all’inizio del XX secolo, non si limitava solo all’arte visiva, ma abbracciava ogni forma di espressione, compresa la moda. Fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, il Futurismo era caratterizzato da un fervido desiderio di rivoluzione e di rottura con il passato, celebrando l’energia, la velocità e la modernità.
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Giacomo Balla, il futurismo e la moda
Giacomo Balla fu uno dei principali esponenti del Futurismo, abbracciandone gli ideali sin dal 1914 tanto da farsi conoscere sotto lo pseudonimo di “Futurballa“. Egli concepiva l’arte come una forza capace di trasformare radicalmente la vita quotidiana, trasgredendo i confini tradizionali e invocando una nuova estetica basata sulla luce, sul colore e sul movimento. Il Futurismo rappresentava un’idea di avanguardia e di progresso, incoraggiando l’arte a essere parte integrante della vita quotidiana e a influenzare tutte le sue sfaccettature, compresa la moda.
Gli abiti futuristi
Nel manifesto firmato da Giacomo Balla nel 1914 “Il vestito antineutrale“, l’artista promuoveva un abbigliamento maschile più audace, colorato e asimmetrico, in netto contrasto con i rigidi canoni della moda dell’epoca. Questo richiamo alla trasformazione estetica attraverso l’abbigliamento rappresentava un’adesione totale ai principi futuristi, che incoraggiavano l’innovazione e la sperimentazione in ogni ambito della vita.
Nel manifesto venivano indicate 11 caratteristiche dell’abito futurista: aggressivo, “agilizzante” (ovvero, capace di permettere il movimento e persino la lotta), dinamico, semplice e comodo, igienico, gioioso, illuminante, volitivo, asimmetrico, di breve durata, variabile. Quest’ultima caratteristica poteva essere ottenuta attraverso quelli che Balla definiva i “modificanti”, ovvero “applicazioni di stoffa, di ampiezza, spessori, disegni e colori diversi da disporre quando si voglia e dove si voglia, su qualsiasi punto del vestito, mediante bottoni pneumatici”.
Tra i più noti abiti futuristi possiamo citare il gilet ricamato, il vestito bianco-rosso-verde, ma anche i vestiti e gli accessori femminili creati da Balla per le sue figlie Elica e Luce.
Laura Biagiotti e l’incontro con l’opera di Giacomo Balla
“La mia Balstoria cominciò nell’ottobre 1986 quando approdai in modo fortuito […] in una piccola galleria d’arte di Roma, dove si teneva una mostra retrospettiva di opere della famiglia Balla. Nacque così il primo nucleo della raccolta e soprattutto sbocciò in quell’occasione la mia amicizia con Luce ed Elica Balla, le figlie del pittore” racconta Laura Biagiotti. (https://laurabiagiotti.it/futurballa/)
La Fondazione Biagiotti Cigna conserva infatti oltre 300 opere di Giacomo Balla, tra cui la più grande opera dell’artista, “Genio Futurista”. Per Laura Biagiotti l’opera di Balla è stata di grande ispirazione. Sentiva di avere con l’artista una forte affinità creativa: la stessa forza, lo stesso desiderio di avanguardia e di andare oltre gli schemi. In particolare, sono state due le collezioni di Biagiotti apertamente ispirate a Balla: nel 2009 e nel 2015, accomunate da colori forti e dirompenti, tagli diagonali e forme geometriche e fluide sovrapposte.
Attraverso la conservazione delle opere di Balla e le collezioni di abbigliamento e accessori a lui ispirate, Biagiotti ha continuato a celebrare il dinamismo e la visione rivoluzionaria del Futurismo, dimostrando che l’arte e la moda possono rimanere intrinsecamente legate nel loro desiderio comune di trasformare il presente e immaginare il futuro.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

