Last Updated on 27/06/2024
“Madame X” è il titolo di un celebre dipinto realizzato dal pittore di origine statunitense John Singer Sargent. Ma non era quello originario. Il dipinto, infatti, fece talmente scandalo che l’autore si trovò costretto a cambiargli nome…

“Madame X” è il titolo di un celebre dipinto realizzato dal pittore di origine statunitense John Singer Sargent tra il 1883 e il 1884. Ma questo non era il suo titolo originario. Il dipinto, infatti, fece talmente scandalo che l’autore si trovò costretto a cambiargli nome…
Chi era Madame X?
John Singer Sargent (1856-1925) è considerato uno dei ritrattisti statunitensi più importanti della sua epoca. Si trasferì in Europa attratto dalla cultura del Vecchio Continente e proprio qui, specialmente in Olanda, rimase colpito dalle opere di Frans Hals, che probabilmente ispirarono poi il dipinto di Madame X.
Madame X era una giovane donna borghese, moglie del banchiere Pierre Gautreau. Il suo vero nome era Virginie Amélie Avegno. Nata negli Stati Uniti da madre francese e padre di origine italiana, con lo scoppio della Guerra Civile si trasferì da bambina con la famiglia a Parigi.
Era nota a Parigi per il suo comportamento libertino, anti-convenzionale, non amante del rispetto delle rigide regole borghesi. Il ritratto realizzato per lei da John Singer Sargent non era stato commissionato dalla famiglia, ma richiesto (più volte) dal pittore stesso.
Il dipinto di Madame X di John Singer Sargent
La realizzazione del dipinto di Madame X da parte di John Singer Sargent fu piuttosto travagliata: l’artista infatti realizzò tanti schizzi e prove, essendo fortemente indeciso sulla posa da far assumere alla donna.
Alla fine, l’opera che ne risultò fu un dipinto di grandi dimensioni (più di due metri di altezza) dove la figura di Amélie è l’assoluta protagonista, assieme al suo abito. Lo sfondo è marrone, neuro, c’è un semplice tavolino sul quale la donna posa leggermente la mano e non c’è nessun altro tipo di oggetto decorativo.
Amélie indossa un elegante abito nero di seta, scelto da Sargent stesso dall’ampio guardaroba della donna. L’abito evidenzia sia il décolleté che i fianchi e i capelli raccolti lasciano ancora più scoperta tutta la parte superiore del corpo, considerata anche l’assenza di gioielli. La pelle è bianchissima, in netto contrasto sia con l’abito che con lo sfondo del dipinto.
La posa è sensuale, audace, misteriosa: Amélie è una donna sicura di sé e consapevole della propria bellezza. Ma fu proprio questo, assieme ad un altro “dettaglio”, a creare scandalo.
Lo scandalo del dipinto di Madame X
In origine il dipinto non era come lo vediamo noi oggi. Infatti, l’abito indossato dalla protagonista del ritratto presenta due spalline normalmente adagiate sulle spalle. In realtà, Sargent l’aveva realizzato con una spallina calante, come a voler dare un’allusione erotica.
Il dipinto fu esposto durante il Salon di Parigi nel 1884 ediede talmente tanto scandalo che il pittore fu obbligato a correggerlo e riportare la spallina più in alto. “Un solo movimento e potrebbe rimanere nuda” aveva commentato Le Figaro. Infatti, una tale opera, così moderna per l’epoca, andava in aperto contrasto con la rigida morale borghese.
Inoltre, il dipinto ritraeva una donna della borghesia, non un’anonima modella, rendendo il tutto ancora più inaccettabile. La famiglia di Amélie infatti non acquistò il dipinto e Sargent si ritrovò costretto a cambiargli il nome in “Madame X”, con l’obiettivo di rendere anonima la protagonista.
I cambiamenti apportati all’opera non furono sufficienti per restituire credito a Sargent, il quale si trasferì poi in Inghilterra.
Il dipinto di Madame X oggi
Oggi, il dipinto di Madame X è conservato presso il Metropolitan Museum di New York, dopo essere stato acquistato per 1000 dollari nel 1916.
Il dipinto di Madame X evidenzia il ruolo cruciale che la moda svolge nel contesto artistico. L’abito non è semplicemente un accessorio, ma un elemento fondamentale della composizione artistica, in grado di trasmettere significati complessi e profondi.
La storia di questo dipinto è la dimostrazione della capacità dell’arte di plasmare e definire i canoni estetici: troppo avanguardistica per l’epoca, l’opera non fu compresa. Ma è innegabile come riesca ad ispirare e affascinare chi la guarda, confermando il potere senza tempo della creatività umana di trasformare la moda in arte e l’arte in moda.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

