Alla Mucciaccia Gallery Project la mostra “Life is but a day”, una doppia personale dedicata agli artisti Charlie Davoli ed Elisa Zadi, che mette in dialogo due linguaggi artistici apparentemente distanti: la fotografia e la pittura

La Mucciaccia Gallery Project conclude la stagione espositiva 2024 con la mostra “Life is but a day”, una doppia personale dedicata agli artisti Charlie Davoli ed Elisa Zadi. L’esposizione, curata da Maria Vittoria Pinotti, mette in dialogo due linguaggi artistici apparentemente distanti: la fotografia e la pittura. L’obiettivo non è creare un contrasto, ma evidenziare i rimandi visivi e le componenti evocative che caratterizzano entrambi i lavori, costruendo un immaginario onirico, assurdo ed evasivo.
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Inaugurazione e durata della mostra
La galleria invita tutti gli interessati a partecipare all’inaugurazione, che si terrà il prossimo venerdì 13 dicembre 2024, alle ore 18, con un piccolo brindisi natalizio insieme agli artisti.
La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio 2025. Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo contenente un testo critico della curatrice Maria Vittoria Pinotti.
Charlie Davoli: tra fotografia e immaginazione
Charlie Davoli, pseudonimo di Riccardo Schirinzi, è nato a Singapore nel 1976 e attualmente vive e lavora a Casarano (Lecce). La sua carriera artistica inizia nel 2012, quando comincia a scattare foto con un iPhone, ricreando situazioni visive paradossali. Attraverso queste sperimentazioni, sviluppa un linguaggio personale, caratterizzato dalla creazione di atmosfere fantastiche e distaccate dalla realtà.
Successivamente, Davoli si dedica all’uso dell’apparecchio fotografico tradizionale, che preferisce ancora oggi. Le sue opere sono un archivio immenso di immagini che stimolano l’osservatore con sottili giochi visivi e prospettive ingannevoli, immergendolo in spazi paesaggistici carichi di interferenze visive e simboliche.
Elisa Zadi: l’identità attraverso la pittura
Elisa Zadi è nata ad Arezzo e vive a Firenze, dove lavora e insegna presso il Liceo Artistico di Porta Romana. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e, nel 2010, ha conseguito un Master in Architettura e Arti Sacre presso l’Università Europea.
Il lavoro della Zadi esplora temi profondi come la femminilità, l’identità e l’appartenenza, con un focus particolare su ritratto e autoritratto. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra l’essere umano e la natura, interpretato in chiave introspettiva, antropologica e simbolica.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

