Attraverso il suo stile diretto, Nan Goldin ha catturato momenti crudi e sinceri della sua vita e di quella delle sue cerchie, inclusi artisti, drag queen e persone LGBTQ+ negli anni ’70 e ’80…

Nan Goldin ha rivoluzionato la fotografia documentaristica con il suo approccio intimo e personale. Attraverso il suo stile diretto, ha catturato momenti crudi e sinceri della sua vita e di quella delle sue cerchie, inclusi artisti, drag queen e persone LGBTQ+ negli anni ’70 e ’80. La sua opera più celebre, The Ballad of Sexual Dependency (1986), è una raccolta di diapositive che esplora i temi di amore, violenza, dipendenza e perdita.
Scatti iconici
Una delle sue immagini più famose è Nan and Brian in Bed (1983), un ritratto intimo che mostra la vulnerabilità e la tensione in una relazione. Un’altra foto potente è quella del suo volto tumefatto dopo essere stata picchiata dal partner. Uno scatto che ha trasformato la sua esperienza personale in un simbolo della lotta contro la violenza domestica.
Curiosità
Goldin ha vissuto la devastazione della crisi dell’AIDS e ha usato la sua arte per sensibilizzare su questa tragedia. In questo modo, ha contribuito a demolire i pregiudizi contro la comunità LGBTQ+. Negli anni più recenti, è diventata un’attivista contro la famiglia Sackler e la crisi degli oppioidi. L’ha fatto attraverso il suo collettivo PAIN (Prescription Addiction Intervention Now), dimostrando come la fotografia possa essere uno strumento di cambiamento sociale.
Le 5 fotografie più belle di Nan Goldin





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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

