Lun. Giu 8th, 2026

La Maddalena di Piero di Cosimo in mostra a Roma: donne, oggetti e vita quotidiana nel Rinascimento

La Maddalena di Piero di Cosimo
La Maddalena di Piero di Cosimo

A Palazzo Venezia il dipinto di Piero di Cosimo diventa il punto di partenza per raccontare la condizione femminile nella Firenze del Quattrocento. La mostra del VIVE riunisce opere, documenti, tessuti e oggetti d’arte applicata nelle Antiche Cucine, riaperte per l’occasione

Fino al 5 luglio 2026, le Antiche Cucine di Palazzo Venezia ospitano la mostra La Maddalena di Piero di Cosimo. Arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino, promossa dal VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.

Il percorso, curato da Edith Gabrielli con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini, mette al centro la Santa Maria Maddalena di Piero di Cosimo, concessa in prestito dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini.

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La Maddalena come donna del suo tempo

Nel dipinto, datato tra il 1490 e il 1492, la figura della Maddalena è rappresentata come una giovane donna fiorentina del Rinascimento. Non è soltanto un’immagine devozionale: attorno a lei compaiono oggetti che rimandano alla vita quotidiana, alla cura del corpo, alla lettura, alla scrittura e alla condizione sociale femminile.

Il libro, le vesti, il filo di perle, il vaso degli unguenti e la lettera diventano elementi narrativi. Attraverso questi dettagli, la mostra costruisce un racconto sulla presenza delle donne nella Firenze del Quattrocento, tra educazione, matrimonio, maternità, devozione, lavoro domestico e vita religiosa.

Piero di Cosimo, un artista fuori dagli schemi

Piero di Cosimo, nato a Firenze nel 1462 e morto nel 1522, è tra gli interpreti più originali del Rinascimento fiorentino. Formatosi nella bottega di Cosimo Rosselli, sviluppò un linguaggio autonomo, segnato dall’attenzione per la natura, dalle suggestioni nordiche, dalla pittura fiamminga e da una vena fantastica che lo rese un artista difficilmente classificabile.

La sua produzione comprende soggetti sacri, ritratti, scene mitologiche e immagini profane. La Maddalena esposta a Roma appartiene alla fase matura della sua ricerca, quando l’artista aveva già definito un lessico personale, vicino per alcuni aspetti a Domenico Ghirlandaio e aperto alle atmosfere di Leonardo da Vinci.

Donne, documenti e oggetti del Rinascimento

Il percorso espositivo si articola in undici sezioni e segue tre linee narrative: l’analisi della Maddalena e del percorso di Piero di Cosimo, la vita delle donne fiorentine nel Rinascimento e il ruolo delle arti decorative nella cultura materiale dell’epoca.

Accanto al dipinto sono esposti oltre sessanta tra documenti e oggetti, tra manoscritti miniati, lettere, poesie, libri di conti, cassoni nuziali, gioielli, cofanetti, altari in terracotta, vetri, ceramiche, coltelli e arredi. Tra le testimonianze scritte figurano testi di donne note, come Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, e di figure meno conosciute, come suor Paraclita.

Il ruolo delle arti decorative

Un nucleo rilevante della mostra riguarda la produzione artigiana rinascimentale. Il Museo del Tessuto di Prato partecipa con il prestito di 15 tessuti rinascimentali, tra velluti, lampassi, damaschi, bordi figurati e bordi di tovaglia quattrocenteschi.

Questi materiali non hanno una funzione soltanto decorativa. Nel contesto della mostra, raccontano il valore economico, sociale e simbolico degli oggetti nella vita quotidiana del Rinascimento. Tessuti, gioielli, mobili e ceramiche sono presentati come parte dello stesso sistema culturale in cui si collocavano pittura e scultura.

Un percorso nelle Antiche Cucine

La scelta delle Antiche Cucine di Palazzo Venezia, restaurate e riaperte per l’occasione, rafforza il legame tra opere, ambienti e cultura materiale. Il progetto anticipa anche il futuro percorso permanente dedicato al “Fatto in Italia”, previsto al piano nobile di Palazzo Venezia al termine del restauro delle Sale monumentali, con allestimento di Michele De Lucchi.

La mostra si inserisce in una strategia più ampia del VIVE dedicata alla valorizzazione delle arti decorative e alla costruzione di una rete con musei specializzati italiani, tra cui Prato, Montelupo, Gambassi e Vicenza.

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