Dal 23 luglio al 18 ottobre, Sotto il cielo di stelle coinvolge quattro sedi tra Châtillon, Aosta e Courmayeur. Le opere di alcuni tra i principali artisti italiani contemporanei dialogano con tecnologia, intelligenza artificiale, spazio e trasformazioni della società contemporanea
La Valle d’Aosta ospita “Sotto il cielo di stelle. Costellazioni di arte, scienze e culture”, una mostra diffusa che mette in relazione arte contemporanea, ricerca scientifica e trasformazioni tecnologiche. Il progetto coinvolge il Museo Gamba di Châtillon, il MegaMuseo di Aosta, Les Maisons de Judith in Val Ferret a Courmayeur e la Chiesa Valdese di Courmayeur. L’appuntamento propone un percorso espositivo dedicato al rapporto tra essere umano, universo e strumenti tecnologici.
La rassegna, curata da Fortunato D’Amico, nasce con l’obiettivo di indagare alcuni dei cambiamenti che stanno ridefinendo il presente: dalle missioni spaziali all’utilizzo dei satelliti, dall’intelligenza artificiale ai droni, fino ai nuovi sistemi di controllo e alle modalità contemporanee di esplorazione dello spazio.
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Pistoletto, Paladino e gli artisti del contemporaneo
La mostra riunisce opere di Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Daniela Pellegrini e Franco Perrotti, artisti chiamati a confrontarsi con temi legati alla percezione dello spazio, alla luce, alla tecnologia e alla trasformazione del paesaggio contemporaneo. Il percorso propone una riflessione sul modo in cui l’uomo osserva e modifica il cielo, trasformandolo da dimensione naturale a spazio attraversato da infrastrutture, dati e nuove forme di presenza tecnologica.
Le quattro sedi del percorso espositivo
Il nucleo principale della mostra si trova al Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea di Châtillon, dove dal 23 luglio al 18 ottobre è ospitata la sezione Stazione orbitante. Traiettorie espressive del contemporaneo. L’allestimento ruota attorno all’installazione permanente Orbita di Massimo Uberti e propone opere dedicate alla luce, alle traiettorie cosmiche e alle relazioni tra individuo, universo e tecnologia.
Al MegaMuseo di Aosta è invece ospitata la sezione Archeologie del cielo futuro. Paesaggi temporali tra microcosmo e macrocosmo. Questa mette in dialogo archeologia, materia, energia e rappresentazioni dell’universo attraverso opere di diversi artisti, tra cui Michelangelo Pistoletto e Grazia Toderi. A Courmayeur, Les Maisons de Judith in Val Ferret ospita una sezione dedicata a Michelangelo Pistoletto, mentre la Chiesa Valdese propone un approfondimento sul lavoro di Franco Perrotti con il progetto Dissuader. Il volo della colomba dall’arca di Noè ai cieli antropizzati, dedicato alla trasformazione del cielo in uno spazio regolato da sistemi tecnologici e di controllo.
Arte, scienza e immaginazione del futuro
Accanto alle opere artistiche, il progetto prevede un programma di incontri e appuntamenti con scienziati, astronauti, archeologi, filosofi e teologi. Tutti chiamati a confrontarsi sui temi dell’esplorazione spaziale, della sostenibilità, dell’antropizzazione del cielo e dell’evoluzione tecnologica.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

