Last Updated on 06/03/2025
Gabriele Mainetti torna alla regia con La città proibita, un thriller avvincente che mescola azione, amore e cultura, dal 13 marzo al cinema

Dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, Gabriele Mainetti torna alla regia con La città proibita, un thriller avvincente che mescola azione, amore e cultura. Il film, in uscita il 13 marzo 2025, promette di conquistare il pubblico con una storia che attraversa confini geografici ed emotivi. Durata: 137 minuti.
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Una trama avvolta nel mistero
La protagonista Mei, interpretata da Yaxi Liu, è una giovane cinese che arriva a Roma alla ricerca della sorella scomparsa. Qui incontra Marcello (Enrico Borello), un cuoco che cerca di mandare avanti il ristorante di famiglia nonostante i debiti accumulati dal padre fuggitivo. I due si ritrovano invischiati in una rete di pericoli e pregiudizi culturali, in cui il confine tra vendetta e amore si fa sempre più sottile. Accanto a loro, personaggi carismatici come Annibale (Marco Giallini) e Lorena (Sabrina Ferilli) arricchiscono il mosaico narrativo.
Mainetti e la sua visione cinematografica
Gabriele Mainetti si conferma uno dei registi più innovativi del cinema italiano. Dopo aver reinventato il genere supereroistico con Lo chiamavano Jeeg Robot e aver stupito con le atmosfere oniriche di Freaks Out, il cineasta romano si cimenta con un film che esplora le dinamiche tra Oriente e Occidente. La sua firma stilistica si riconosce nell’uso di effetti visivi curati da Stefano Leoni e nella fotografia evocativa di Paolo Carnera, già collaboratore di Mainetti in passato.
Un cast di grande livello
La pellicola vanta un cast d’eccezione, che include anche Chunyu Shanshan nel ruolo di Mr. Wang e Luca Zingaretti nei panni di Alfredo, il padre fuggiasco di Marcello. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Mainetti insieme a Stefano Bises e Davide Serino, garantisce un intreccio solido, capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo.
Un mix di generi e atmosfere
La città proibita unisce elementi del noir, del thriller e del dramma sentimentale, creando un equilibrio tra azione e introspezione. Il titolo stesso richiama non solo la leggendaria residenza imperiale cinese, ma anche un luogo simbolico dove segreti e proibizioni plasmano il destino dei protagonisti.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

