Dal 12 aprile, una mostra a Ulassai, in Sardegna, svela sorprendenti legami tra Joan Miró e Maria Lai, tra surrealismo e arte tessile, tra sogno e memoria collettiva

Nel cuore della Sardegna, tra le montagne dell’Ogliastra, va in scena un dialogo artistico che non ha precedenti. La mostra Miró incontra Maria Lai. Il fascino della sorpresa, ospitata dal 12 aprile al 29 giugno a Ulassai, intreccia le visioni poetiche di Joan Miró e Maria Lai in un racconto a due voci, profondamente legato ai luoghi d’origine dei due artisti.
Promossa dalla Stazione dell’Arte e dal CaMuC – Casa Museo Cannas, la rassegna espone oltre settanta opere dell’artista catalano, provenienti dalla Fundació de Arte Serra di Palma di Maiorca, accanto a una selezione significativa della collezione permanente di Maria Lai, custodita nel borgo natale dell’artista.
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Fili invisibili e punti in comune
Il progetto, curato da Lola Durán Úcar e Marco Peri, si propone di mettere in luce le affinità più profonde tra due artisti che, pur non avendo mai collaborato, condividono un linguaggio fatto di segni, simboli e materia. Il percorso si snoda tra due sedi e invita il visitatore a scoprire connessioni che vanno oltre la superficie visiva: la passione per la poesia, la predilezione per il gesto manuale, il rapporto intimo con la propria terra.
Emblematico è il confronto tra due arazzi esposti uno di fronte all’altro, quasi in dialogo silenzioso. Da un lato l’universo onirico e colorato di Miró, dall’altro le trame essenziali e dense di memoria di Lai. Due modi diversi di interrogare il mondo, accomunati però da una sensibilità fuori dal tempo.
Un doppio sguardo sul mediterraneo
Al centro della mostra, c’è anche il Mediterraneo. Entrambi gli artisti affondano le radici in isole cariche di storia e spiritualità: la Sardegna per Maria Lai, Maiorca per Joan Miró. Luoghi che non solo hanno influenzato la loro visione del mondo, ma che hanno anche modellato le forme, i ritmi e i colori delle loro opere.
La scelta di Ulassai, piccolo paese incastonato nella roccia e fortemente legato alla figura di Maria Lai, non è casuale. È un ritorno alle origini, ma anche un ponte verso l’esterno. In questo senso, la mostra diventa un’occasione preziosa per leggere l’arte come atto di connessione, come spazio in cui culture diverse si riconoscono attraverso l’immaginazione.
🎨 Info utili per la visita
- 📍 Dove: Ulassai (NU), Stazione dell’Arte e Casa Museo Cannas
- 📅 Quando: dal 12 aprile al 29 giugno 2025
- 🕰️ Orari: consultabili sui siti delle sedi espositive
- 🎟️ Come: ingresso a pagamento, con biglietto cumulativo
- 🔗 Cosa vedere: oltre 70 opere di Miró e selezione della collezione permanente di Maria Lai
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
