Il decennio degli anni Ottanta segna una svolta significativa nel panorama del fumetto italiano, con l’introduzione di inediti personaggi e tematiche. Da Martin Mystère a Dylan Dog, da Andrea Pazienza a Milo Manara, scopriamo i principali protagonisti…

Nel 1982, la Sergio Bonelli Editore lancia Martin Mystère, ideato da Alfredo Castelli. Conosciuto come il “Detective dell’Impossibile”, Martin è un archeologo e avventuriero che esplora misteri storici, leggende e fenomeni paranormali. Le sue storie combinano elementi di fantascienza, archeologia e thriller, offrendo ai lettori trame complesse e affascinanti.
Quattro anni dopo, nel 1986, fa il suo debutto Dylan Dog, creato da Tiziano Sclavi. L'”Indagatore dell’Incubo” si distingue per le sue avventure horror ambientate in una Londra contemporanea, affrontando creature sovrannaturali e dilemmi esistenziali. Dylan Dog diventa rapidamente un fenomeno culturale, attirando un pubblico vasto e diversificato.
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L’esplorazione dell’erotismo e della satira sociale
Gli anni Ottanta vedono anche l’emergere di fumetti che affrontano tematiche erotiche e satiriche. Il Gioco, pubblicato nel 1983 da Milo Manara, esplora la sessualità attraverso una narrazione sofisticata e un tratto artistico raffinato, contribuendo a ridefinire i confini del fumetto erotico.
Parallelamente, Zanardi, personaggio creato da Andrea Pazienza nel 1981, diventa simbolo di una generazione disillusa. Le sue storie, pubblicate su riviste come “Frigidaire”, offrono una critica feroce alla società contemporanea, mescolando umorismo nero e realismo crudo.
Eroi dimenticati e sperimentazioni audaci
Accanto ai protagonisti più celebri, il decennio vede la nascita di personaggi oggi meno noti ma significativi. Ramarro, creato da Giuseppe Palumbo, è il primo supereroe masochista del fumetto italiano, protagonista di storie che sfidano le convenzioni narrative tradizionali.
Un’altra figura interessante è Ranxerox, ideato da Stefano Tamburini e Tanino Liberatore. Questo androide violento e nichilista si muove in una Roma distopica, offrendo una visione provocatoria e pessimistica del futuro.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

