Dal casting lampo della piccola protagonista all’alieno costruito con bastoncini: ecco cosa non vedrete sullo schermo, ma che rende Lilo & Stitch così speciale

Dal casting lampo della piccola protagonista all’alieno costruito con bastoncini: ecco cosa non vedrete sullo schermo, ma che rende il nuovo film Disney così speciale.
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La bambina che non sapeva cosa fosse un ciak
Quando Maia Kealoha si è presentata al provino per Lilo & Stitch, non sapeva leggere. Le sue battute venivano registrate su nastro e lei le imparava a memoria, senza capire nemmeno cosa fosse un “ciak”. Eppure, il suo talento naturale ha sorpreso tutti. In pochi mesi ha imparato a muoversi sul set come una professionista, conquistando l’intera troupe. “Alla fine, chiunque avrebbe dato un rene per Maia”, ha confessato un membro del team. Un debutto che sa di miracolo e dedizione.
Stitch? Un pupazzo con occhi da foca e naso da bulldog
Molto prima che la CGI prendesse il sopravvento, Stitch è stato costruito in mille versioni fisiche per aiutare gli attori a interagire. C’erano burattini leggeri per le corse, pupazzi rigidi per le scene subacquee, persino uno Stitch da “spettacolo” cucito a mano. Il burattinaio Seth Hays, già dietro Grogu in The Mandalorian, correva al fianco di Maia in tuta grigia, animando il piccolo alieno con bastoncini e una gestualità sorprendente. Nessuna di queste versioni sarà visibile nel film, ma senza di loro, Stitch non sarebbe sembrato così vivo.
La casa di Lilo? Ispirata a quella delle zie hawaiane
Lo scenografo Todd Cherniawsky ha trascorso settimane tra le isole per creare ambientazioni fedeli alla cultura locale. La casa dei Pelekai, epicentro della storia, è stata costruita da zero in un’area ventosa di O’ahu e ricorda le vecchie abitazioni delle zie del posto, con arredi recuperati sul territorio. Ogni adesivo, ogni suppellettile è stato pensato per raccontare verità invisibili.
Un regista che chiedeva “battute e lacrime”
Dean Fleischer Camp ha convinto la produzione con un pitch semplice: “battute e lacrime”. Il suo passato nell’animazione (Marcel the Shell) e la madre assistente sociale lo hanno aiutato a dare profondità emotiva al film. La scelta di vedere Stitch non con occhi adulti, ma con quelli sognanti di Lilo, ha guidato tutto il lavoro dietro la macchina da presa.
Elvis, hula e cori: la musica delle radici
Per restituire l’anima del film originale, la produzione ha coinvolto cori di bambini delle Hawaii, tra cui quello diretto dalla madre dello sceneggiatore Chris Bright. Nelle scene musicali, i piccoli cantano davvero in ōlelo Hawaiʻi, la lingua nativa, mentre le note di Hawaiian Roller Coaster Ride si fondono con la voce di Iam Tongi, vincitore di American Idol.
Galifianakis e Magnussen: alieni in incognito
Zach Galifianakis e Billy Magnussen, nei panni degli alieni Jumba e Pleakley, hanno portato comicità e follia sul set. “È come Stanlio e Ollio, ma nello spazio”, ha detto Magnussen. Dietro le risate, però, c’era un lavoro serio: adattare due creature cartoonesche al mondo reale senza renderle inquietanti. Sfida superata grazie a un equilibrio studiato in ogni minimo movimento.
Emozioni al cinema, ma con le radici ben salde
Il film è stato girato nel 2023 a O’ahu, con troupe e attori locali. L’intento era uno: far sentire ogni fotogramma come parte dell’arcipelago, non una semplice cartolina. La parola ‘ohana – famiglia – non è solo un tema narrativo, ma una scelta produttiva. Dalla sceneggiatura ai costumi, tutto parla hawaiano.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

