Nel 1978, otto anni prima del suo Caravaggio, Derek Jarman mise su carta un progetto diverso: voleva raccontare l’adolescenza del pittore a Milano, la fuga per la peste, le notti nei bordelli del Ticinese…

Nel 1978, otto anni prima del suo Caravaggio, Derek Jarman mise su carta un progetto diverso: voleva raccontare l’adolescenza del pittore a Milano, la fuga per la peste, le notti nei bordelli del Ticinese. Il titolo doveva essere Boy Michelangelo.
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Ostacoli produttivi
Il budget stimato era alto e i produttori britannici temevano la combinazione di erotismo esplicito e violenza di strada. Jarman accantonò la sceneggiatura, ma alcune scene – come il duello fra Caravaggio e un mercante di stoffe – riapparvero filtrate nella versione del 1986.
La sceneggiatura dimenticata
Un’unica copia dattiloscritta è custodita alla British Film Institute Library. Si leggono indicazioni per campi lunghi sui Navigli innevati, dialoghi in dialetto lombardo, musiche rinascimentali suonate con synth analogici. Un Caravaggio adolescente che ancora aspetta il suo film.
Una sorgente perdurante
Artisti contemporanei hanno tratto installazioni da quelle pagine: il film sospeso vive ora in mostre e performance. Jarman dimostra che un’opera può essere fertile anche nel suo mancato compimento.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

