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Breathtaking a Venezia, volti sospesi nell’asfissia trasparente

Breathtaking a Venezia, volti sospesi nell’asfissia trasparente
Breathtaking a Venezia, volti sospesi nell’asfissia trasparente

Last Updated on 02/09/2025

Celebrità intrappolate nella plastica raccontano il dramma degli oceani in Breathtaking, una mostra immersiva e potente a Casa Sanlorenzo

In una villa anni Quaranta con vista sulla Basilica della Salute, lo spazio culturale Casa Sanlorenzo accoglie “Breathtaking”, il nuovo capitolo della potente installazione di Fabrizio Ferri. Dopo il successo milanese, l’allestimento arriva a Venezia per proseguire la riflessione sull’inquinamento marino. Le immagini mostrano volti noti – da Sting a Isabella Rossellini, da Willem Dafoe a Naomi Watts – incapsulati nella plastica. Uno specchio visivo e silenzioso della sofferenza degli oceani.

dialogo tra arte, design e responsabilità

Casa Sanlorenzo, progettata da Piero Lissoni, è un luogo dove bellezza e impegno ambientale convivono. Qui le celebri figure di Ferri, sospese in un’immobilità inquietante, diventano simboli universali. La plastica trasparente che avvolge tratti, labbra, zigomi, diventa metafora di un inquinamento che non conosce confini: né geografici né emotivi.

La progressione del progetto

A Milano, la mostra ha registrato oltre 40.000 presenze in sole quattro settimane, segno di un messaggio che tocca profondamente lo spettatore. A Venezia, Ferri introduce un nuovo ritratto: quello di Sting, come testimonianza della continua evoluzione del progetto. Le installazioni – sospese, illuminate con drammaticità, ancorate da chiodi di ferro grezzo – ricreano atmosfere cariche di tensione, mentre il contrasto tra luci e ombre amplifica il senso di apnea e minaccia.

Immersione sensoriale e consapevolezza profonda

L’installazione non è solo visiva. L’inclusione di elementi immersivi – come le cuffie insonorizzanti suggerite da Marina Abramović – evoca il silenzio irreale degli abissi privati della vita. Il visitatore non guarda soltanto, ma vive l’esperienza di un’ipnotica distruzione ambientale.

Un manifesto senza parole

Parlare di “Breathtaking” come semplice mostra è riduttivo: è un manifesto della nostra responsabilità collettiva. È un invito a non distogliere lo sguardo. I volti incarnano la fragilità degli oceani e la nostra complicità. L’arte, in questo caso, smette di essere evasione per diventare chiamata all’azione.

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