Nel 1984, una rivista indipendente pubblicò un fumetto dedicato a Carla Accardi. Fu ritirato dopo pochi giorni. Oggi è introvabile.

Il collettivo “Fronte Plastico”, attivo a Bologna negli anni ’80, pubblicò per sei numeri una rivista di fumetti sperimentali. L’ultimo numero conteneva una lunga storia a puntate intitolata Segni su pelle, ispirata all’opera e alla figura di Carla Accardi.
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Forma e materia
Il fumetto non era biografico. Era un’interpretazione visiva: segni astratti invadevano corpi femminili, trasformandoli in superfici. Le tavole erano stampate in serigrafia, con tinte piatte e dialoghi minimi. Una rilettura radicale dell’astrattismo segnico.
Ritiro immediato
L’albo fu distribuito in poche edicole. Dopo una segnalazione anonima per “contenuto erotico ambiguo”, la pubblicazione fu ritirata da gran parte dei punti vendita. Nessuna denuncia formale, ma la distribuzione si fermò. Il collettivo si sciolse poco dopo.
Arte fuori cornice
Oggi ne restano pochissime copie, cercate dai collezionisti. È una delle prime volte in cui un’artista contemporanea italiana è diventata materia per il fumetto d’autore. Ma il racconto – come l’arte che lo ispirò – restò fuori da ogni cornice convenzionale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

