Dalla regista Valentina Mancuso a Edoardo Pesce, fino ai vincitori internazionali: il festival ideato da Salvatore Marino celebra la creatività in 9:16…

Applausi, emozioni e tante storie in formato 9:16. L’ottava edizione del VerticalMovie Festival, ospitata sabato alla Casa del Cinema di Roma, ha confermato il successo di una manifestazione ormai punto di riferimento internazionale per il cinema verticale. Nato nel 2018 da un’intuizione del direttore artistico Salvatore Marino, il festival continua a dimostrare come il formato dello smartphone non sia solo un modo di guardare, ma anche un nuovo linguaggio per raccontare.
Valentina Mancuso inaugura l’edizione 2025
L’apertura del festival è stata affidata alla giovane regista Valentina Mancuso, premiata per i suoi documentari dedicati all’arte terapia come strumento di cura e inclusione: Le voci di Dante e L’arte di ricordare. Opere che esplorano, rispettivamente, i benefici del teatro-terapia sui ragazzi dell’I.C. Frascati e le esperienze artistiche degli ospiti della Casa di Riposo Villa Romana di Rocca di Papa. Con lei, sul palco, Michela Volpato, operatrice socio sanitaria, e Silvia Bompiani, docente e presidente dell’Associazione Culturale Golden Age Events.
L’intelligenza artificiale e l’arte: un dialogo aperto
Tra gli appuntamenti più seguiti, il panel sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’arte visiva, moderato dal giornalista Andrea Lucatello di Radio Capital. Hanno partecipato Tiziana Biolghini (Consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale), il produttore Claudio Bucci e lo stesso Salvatore Marino, in un dibattito che ha messo al centro il rapporto tra creatività, tecnologia e identità umana.
L’incontro con Edoardo Pesce
Grande entusiasmo anche per l’incontro con l’attore Edoardo Pesce, condotto da Elisabetta Colla di Taxi Drivers. L’attore romano si è raccontato con sincerità, ripercorrendo le tappe della sua carriera: dagli esordi ne I Cesaroni a ruoli intensi come Simoncino in Dogman di Matteo Garrone, passando per Romanzo Criminale, Christian, L’amica geniale, Fortunata e Cuori puri. Pesce ha anticipato anche l’uscita del suo nuovo film, Confiteor di Bonifacio Angius, in sala dal 16 ottobre.
“Cerco sempre di essere vero, onesto, di sentire quello che il personaggio prova – ha spiegato Pesce – Anche i ruoli più aggressivi sono per me occasioni terapeutiche, perché mi costringono a scavare nel profondo.”
Premi e vincitori del VerticalMovie 2025
Durante la cerimonia di premiazione, condotta da Salvatore Marino e Alex Elton, Edoardo Pesce ha consegnato il premio per la Migliore opera della sezione Vertical Open al regista statunitense Jessie Van Der Vyver per One more time, che ha conquistato anche il titolo di Miglior opera assoluta del VerticalMovie Festival 2025. Il riconoscimento, una giraffa ecologica realizzata in 3D con polimeri vegetali, è stato consegnato dalla presidente di Giuria Silvia Scola.
In sala, tra gli applausi, anche l’attrice Cinzia Susino, in rappresentanza della collecting Artisti 7607.
Tutti i vincitori
- Migliore Regia – Vampires Always Knock Twice di Laura Jean Bransky (USA)
- Migliore Sceneggiatura – The King’s Sacrifice di Guendolyn Harlacher (Svizzera)
- Migliore Fotografia – Ati di Arfiyan Dewa Purnama (Indonesia)
- Migliore Montaggio – Pindarico di Pasquale D’Amico (Italia)
- Migliore Colonna Sonora Originale – Amelia di Lorenzo Nicolino (Italia)
- Migliore Soggetto – Il Geppetto Calabrese di Daniele Spadafora (Italia)
- Migliore Opera “Vertical AI” – Palestine di Anteddai – Anthony Edwards (USA)
- Migliore Opera “Vertical Song” – Quinto di Dario Felli, Simone Mastronardi, Federico Mezzana, Lorenzo Pucci (Italia)
- Migliore Opera “Vertical Green” – Crisàlida di Miguel León, Manuela Osejo (Colombia)
- Migliore Opera “Vertical Voices” – Little Light di Kasumi Hiraoka (Giappone)
- Migliore Opera “Vertical Open” e Miglior Opera del Festival – One more time di Jessie Van Der Vyver (USA)
Premi speciali della giuria
- Resto de Papel di Adriana Paulini Leão Carol (Brasile) – per la denuncia della devastazione dell’Amazzonia
- Mirella di Kassim Yassin Saleh (Italia) – per la forza nel raccontare il dolore umano
- Plastic Beach di Kevin Lucero Less (USA) – per il simbolismo ecologico
- Verticale di 6 di Massimiliano Pazzaglia (Italia) – per l’originalità del linguaggio
- Non solo favole di Rita Gatti (Italia) – miglior opera girata a Grottaferrata
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

