Last Updated on 07/11/2025
A Roma, nello Spazio Diamante, il progetto di teatro sociale e partecipato che unisce attrici e donne vulnerabili. Tra abusi, fragilità e rinascita, con “Grattacielo” il palcoscenico diventa uno spazio di libertà condivisa

Dal 6 all’8 novembre 2025, nella sala Black dello Spazio Diamante di Roma, prende forma Grattacielo, un progetto che restituisce al teatro la sua funzione più antica e necessaria: essere specchio della collettività e luogo di parola per chi spesso ne è escluso. Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’avviso pubblico Roma Creativa 365, Grattacielo è un laboratorio biennale di teatro sociale e partecipato che mette al centro le donne, i loro corpi, le loro voci, le loro ferite e la loro forza.
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Abusi e fragilità diventano un atto teatrale
Il titolo, evocativo e visionario, allude a un gesto insieme impossibile e necessario: grattare il cielo per toccarlo, riscriverlo, sfidando i limiti del destino e delle convenzioni sociali. È un’immagine-manifesto di emancipazione, in cui poesia e politica si incontrano.
In questo spazio di libertà condivisa, attrici professioniste e donne provenienti da contesti di vulnerabilità – migranti, vittime di esclusione o di violenza, ma anche di silenzio – costruiscono un nuovo linguaggio scenico dove la fragilità si trasforma in forza e la testimonianza diventa arte.
Attrici e migranti insieme per la libertà
Il primo capitolo del progetto presenta lo spettacolo Dove non siamo, firmato dalla compagnia Bartolini/Baronio e ispirato a La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca. Il testo del drammaturgo andaluso, con la sua tensione claustrofobica e il suo grido di libertà, viene riscritto collettivamente da quattro attrici e quattro donne migranti. Sul palco, le voci si intrecciano, le lingue si mescolano e i confini si dissolvono: la casa-prigione diventa simbolo di tutte le oppressioni, ma anche del desiderio universale di rinascita.
La violenza di genere protagonista della scena
Il secondo capitolo propone estratti dello spettacolo Pelle di fiaba, ideato da Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca. Questa volta il tema centrale è la violenza di genere, un dolore che trova nel rito teatrale la possibilità di riscatto. Fiabe antiche e storie reali si intrecciano in un unico racconto di trasformazione, dove la pelle – custode di ferite, memorie e desideri – diventa metafora del cambiamento e del potere di riscrivere la propria storia.
Un teatro che unisce e restituisce dignità
Grattacielo non è soltanto un progetto artistico, ma un gesto politico e umano. In un tempo che tende a dividere, il teatro qui unisce, accoglie e cura. Restituisce dignità a chi è rimasto invisibile, trasforma la vulnerabilità in risorsa, la differenza in ricchezza. Nel suo voler “grattare il cielo”, Grattacielo non promette illusioni, ma apre orizzonti: dimostra che il teatro, quando si fa comunità, può ancora essere un luogo di verità, sogno e riscatto.
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Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

