La tappa alla Kioene Arena segna l’ingresso nei palasport per Annalisa. In programma uno show suddiviso in tre atti tematici e una scaletta molto estesa, tra grandi successi e nuovi innesti sonori

La tappa di Padova inaugura il percorso nei palasport di Annalisa. L’artista porta in scena uno spettacolo costruito in tre parti, ognuna con una precisa identità narrativa. L’impianto della serata è studiato per toccare repertori diversi, alternando brani pop, momenti più intimi e segmenti a forte impatto scenico.
La scaletta completa
La struttura in tre atti – “Il Fuoco”, “Il Fiume”, “La Tigre” – organizza una serie di oltre trenta titoli.
Ecco l’elenco dei brani previsti:
- Dipende
- Ragazza Sola
- Chiodi
- Bye Bye
- Bollicine
- Nuda
- Eva + Eva
- Movimento Lento
- Avvelenata
- Delusa
- Tsunami
- Stelle
- Euforia
- Sweet Dreams (Are Made of This)
- Il Mondo Prima di Te
- Indaco Violento
- Diamante Lei e Luce Lui
- Una Finestra tra le Stelle
- Alice e il Blu
- Bonsai
- Secretly
- Il Diluvio Universale
- Sinceramente
- Mon Amour
- Esibizionista
- Maschio
- Emanuela
- Piazza San Marco
- Disco Paradise
- Tropicana
- Amica
- Una Tigre Sul Letto Continua a Parlarmi
- Bellissima
- Io Sono
La logica dei tre atti
La suddivisione tematica orienta la progressione del concerto. “Il Fuoco” racchiude i brani più immediati e ritmici, “Il Fiume” raccoglie quelli dal taglio più emotivo e disteso, mentre “La Tigre” conclude con una sequenza serrata di successi, pensata per il picco finale dello show. La scelta di organizzare la scaletta in blocchi narrativi punta a rendere il flusso del live più chiaro e riconoscibile.
Cosa aspettarsi alla Kioene Arena
Con una lista così ampia, il concerto di stasera si preannuncia lungo e strutturato. La progressione dei brani suggerisce un crescendo pensato per un grande palco, con una costruzione che valorizza sia il versante pop sia quello più melodico del repertorio. È consigliabile arrivare con anticipo per facilitare l’ingresso e non perdere l’inizio del primo atto.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
