La storia di “Da-da-un-pa” attraversa decenni di televisione italiana, legandosi a un’immagine precisa: quella delle sorelle Kessler. La loro recente scomparsa ha riacceso l’attenzione su un pezzo che ha segnato il sabato sera del Paese

Il motivo “Da-da-un-pa” nasce nei primi anni Sessanta da una composizione di Bruno Canfora con un testo costruito per essere immediato e ritmico. Nel 1965 diventa la sigla della quarta edizione di “Studio Uno”, trasformandosi in uno dei leitmotiv più riconoscibili del periodo.
Un’esibizione che fa storia
L’interpretazione delle gemelle Kessler definisce rapidamente l’identità del brano. Coreografie sincronizzate, costumi speculari e un’impostazione scenica studiata rendono l’esibizione un modello replicato e citato negli anni. La loro presenza, già consolidata nella televisione italiana, contribuisce a fissare la performance come momento iconico.
Il ruolo di “Studio Uno”
La collocazione di “Da-da-un-pa” all’interno di “Studio Uno” rafforza la centralità del programma nel palinsesto nazionale. Il sabato sera, in quel periodo, rappresenta un appuntamento condiviso dal pubblico, e la sigla diventa un rituale riconoscibile, capace di incidere sulla percezione del varietà televisivo.
Un motivo nella memoria collettiva
La forza del brano risiede nella combinazione tra musica, immagine e messa in scena. “Da-da-un-pa” non rimane solo una sigla: diventa un riferimento culturale, simbolo di un’Italia che si sta modernizzando e che scopre un nuovo modo di comunicare attraverso la televisione.
Il lascito e la recente scomparsa delle gemelle
La recente morte delle sorelle Kessler ha riportato il pubblico a riflettere sulla loro eredità artistica. “Da-da-un-pa”, con il suo immaginario preciso, è uno dei tasselli più solidi di quel percorso. Il brano mantiene ancora oggi un valore storico, riconoscibile e spesso citato nelle analisi sulla trasformazione del varietà televisivo.
Il “Da-da-un-pa” delle gemelle Kessler, 1961
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

