Ven. Apr 3rd, 2026

“Orgasmo” di Niccolò Fettarappa: un’incursione distopica sulla fine del desiderio e del sesso

Orgasmo di Fettarappa
Orgasmo di Fettarappa

Dal 3 al 15 febbraio 2026, il Teatro India di Roma ospita uno spettacolo provocatorio che svela la realtà inquietante di un futuro senza desiderio, in cui il sesso diventa un atto dimenticato

Dal 3 al 15 febbraio 2026, al Teatro India di Roma, va in scena “Orgasmo”, una prosa disincantata e affilata che esplora la fine del sesso e, più profondamente, la fine del desiderio come spazio di libertà. Niccolò Fettarappa firma uno spettacolo che utilizza la satira come uno scalpello, incidendo con precisione chirurgica nelle nevrosi del nostro tempo: il lavoro che divora ogni energia, la produttività elevata a unico valore, l’ansia che ha sostituito il piacere e il corpo ridotto a funzione residuale.

Il 2030: l’anno della fine del sesso

Ambientato in un futuro prossimo — il 2030, quando l’Agenda dell’Unione Europea sancisce la fine dell’orgasmo — “Orgasmo” costruisce una distopia che sembra fin troppo verosimile. In un appartamento blindato, una coppia in crisi trascorre i giorni tra smart working compulsivo e pratiche di auto-miglioramento che si rivelano una lenta auto-estinzione. Lei vende abbonamenti premium con una voce vuota di empatia, lui si dedica allo yoga e si allena a precipitare, metafora limpida di una generazione che ha imparato a cadere senza resistenza. Intorno, il bombardamento mediatico: un giornalista televisivo, entusiasta e inquietante, proclama la fine dell’orgasmo come una vittoria civile.

Una risata che fa riflettere, troppo vicina alla realtà

Fettarappa orchestra questo universo con una scrittura tagliente che alterna comicità e disagio, paradosso e riconoscimento. La risata arriva, ma resta soffocata in gola, perché ciò di cui si ride è troppo vero e vicino a noi. Il dispositivo degli orsi — un’invasione animale che risveglia pulsioni sessuali preistoriche e manda in crisi l’ordine produttivo — è uno degli elementi più efficaci dello spettacolo, simbolo di un istinto che non può essere completamente domato, solo represso e criminalizzato, ma che, prima o poi, emerge dalle viscere dell’uomo.

Fettarappa: regista dinamico e protagonista credibile

Il Dottor Fettarappa, zoologo al servizio della Commissione Europea, diventa il volto burocratico di questa repressione: entra ed esce dalle case come un esorcista laico, con l’obiettivo di annientare il sesso e reindirizzare ogni energia verso l’unico fine consentito: il lavoro. La regia, asciutta e dinamica, accompagna il testo senza sovraccaricarlo, lasciando che siano i corpi degli interpreti — Gianni D’Addario, Lorenzo Guerrieri, Rebecca Sisti e lo stesso Fettarappa — a raccontare il distacco tra ciò che si dice e ciò che non si riesce più a sentire.

“Orgasmus”: un invito a riflettere sulla normalizzazione del vuoto che ci circonda

“Orgasmus” non è uno spettacolo nostalgico né moralista. Non rimpiange un passato idealizzato, ma osserva con spietata tenerezza il presente, mostrando come il desiderio sia diventato un problema di gestione, un errore di sistema da correggere. È un teatro politico nel suo senso più profondo: non offre soluzioni, ma ci costringe a guardare il vuoto che abbiamo normalizzato. E, nel farlo, ci chiede — senza urlarlo — se siamo davvero pronti a vivere in un mondo dove l’ultimo orgasmo non è una tragedia, ma una nota a piè di pagina in un documento europeo.

Tournée dello spettacolo 2026: 

26 febbraio, Spazio Tondelli di Riccione
28 febbraio, Teatro di Ragazzola
7 marzo, Teatro Sociale Delia Cajelli di Busto Arsizio
24 – 29 marzo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro Studio Melato 
31 marzo, Teatro Sociale di Como
10 e 11 aprile, Teatro Puccini di Firenze
21 e 22 maggio, Festival Presente Indicativo Milano Crocevia – Teatro Studio Melato

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