“È questa immensità silenziosa del destino femminile che mi colpisce, quel destino senza voce”. “Destini senza voce. L’esistenza emarginata delle più oppresse”: nove donne, nove testimonianze che, da nord a sud, mettono in discussione quel femminismo “elitario” che ha ignorato proprio le più oppresse
Quando Armanda Guiducci, nel 1977, scrive il libro La donna non è gente (oggi ripubblicato da Nottetempo con il titolo Destini senza voce), il femminismo italiano si stava affermando come forza culturale e politica. Eppure, proprio da quel movimento, quasi diritto esclusivo delle classi privilegiate, venivano escluse proprio le voci delle donne delle classi contadine. Per questo, Armanda Guiducci decide di ascoltare quelle voci, seppur diffidenti e sospettose (perché “La povertà si difende e vergogna di sè”).
“Non ignoro che questi pochi incontri non sono che una goccia nell’oceano. Come si può dimenticare infatti che la metà del mondo è donna e, di questa metà, la più grande parte è quella che conduce la sua esistenza fuori dal ritmo industriale e delle città […]. È questa immensità silenziosa del destino femminile che mi colpisce, quel destino senza voce.”
Così la sua penna raccoglie, con grande difficoltà, le testimonianze di nove donne: la madre di Francesca, Zita, Adele, Felicina, Gerarda, Antonia, Marta, Onesta, Rosa “la Siciliana”.
Nove contadine provenienti da diverse regioni italiane, osservanti e custodi di quei codici collettivi che costruiscono quella che chiamiamo “tradizione”. Nove donne incarnazione (come sottolineato da Eloisa Morra nella sua prefazione al libro) di una subordinazione che attraversa il lavoro, il corpo, la sessualità.
“Le donne dal viso e dalle mani rugose. Cosa pensano?”.
Escluse dall’eredità della terra, dal suo possesso diretto, dall’istruzione. Spesso escluse all’interno della loro stessa casa, della loro famiglia, dalla tavola, destituite di potere e credibilità dal sistema sociale che le taglia fuori persino dalle lotte femministe, diventate paradossale privilegio di cui hanno diritto solo le donne appartenenti alle classi “dominanti”. Rompere quel confine che le esclude dovrebbe essere, come dice l’autrice, il primo compito del femminismo.
Ne nasce un atto di denuncia che fa luce su un’Italia nascosta, diversa non in quanto tale ma perché dimenticata, reietta. Ma ne nasce anche un interrogativo: quanto valore ha una lotta sociale che lascia indietro, che confina in spazi morti, dimenticati del mondo contadino, proprio quelle che dovrebbero essere le protagoniste di un diritto rivendicato, quello di esistere?
“Ci sono libri che non invecchiano perché hanno saputo prevedere il futuro; altri resistono al tempo perché parlano di qualcosa che non è mai davvero passato. Destini senza voce appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.”
Questo libro ci restituisce qualcosa di più di semplice racconto corale. Come scrive ancora Eloisa Morra, è un coraggioso gesto politico. Perché riesce a “rendere visibile la fatica dell’ascolto, il rischio dell’incontro, la responsabilità che ogni parola comporta quando attraversa una differenza di classe, di esperienza, di mondo”.
Chi è Armanda Guiducci
Armanda Guiducci (1923-1992) è stata autrice, traduttrice e critica. Direttrice della rivista Ragionamenti ed esperta di antropologia, si è occupata per decenni della condizione delle donne, scrivendo opere decisive nel panorama del femminismo italiano. Oltre a La mela e il serpente, ripubblicato da nottetempo nel 2025, ricordiamo Due donne da buttare (Rizzoli, 1976, romanzo riproposto da Mondadori nel 2024) e La donna non è gente (Rizzoli, 1977). Ha tradotto Virginia Woolf e ne ha scritto una biografia, Virginia e l’angelo (Longanesi, 1991).
Chi è Eloisa Morra
Eloisa Morra, critica e curatrice, è professoressa associata di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Toronto. Tra le sue pubblicazioni: Poetiche della visibilità (Carocci, 2023), Calvino cantafavole (Electa, 2023, con Luca Scarlini, catalogo della mostra a Palazzo Ducale, Genova), La lente di Gadda (Electa, 2024). Scrive per Il Sole 24 Ore e European Review of Books. È co-curatrice di “Elettra”, una serie antologica di racconti su padri e figlie della casa editrice effequ.
Scheda del libro
Titolo: Destini senza voce. L’esistenza emarginata delle più oppresse.
Autore: Armanda Guiducci
Editore: Nottetempo
Anno edizione: 2026
Pagine: 396
ISBN: 9791254802465
Appassionato/a di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Napoletana, mi sono formata a Roma, dove ho mosso i primi passi nelle agenzie di comunicazione e nell’organizzazione di eventi e festival culturali.
La curiosità mi ha spinto negli anni a fare esperienza come consulente di comunicazione e project manager nei settori più diversi, da quello del turismo a quello automobilistico, agli eventi corporate, fino a specializzarmi negli eventi culturali, con i festival letterari e cinematografici.
Amo in modo viscerale i libri e sono appassionata di cinema e serie tv.

