Dal 6 maggio al 6 settembre 2026 le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano “OBEY: Power to the peaceful”, il progetto espositivo dedicato a Shepard Fairey
Shepard Fairey, noto al pubblico internazionale come Obey, arriva alle Gallerie d’Italia di Napoli con la mostra “OBEY: Power to the peaceful”, visitabile dal 6 maggio al 6 settembre 2026. L’esposizione, allestita nella sede museale di Intesa Sanpaolo in via Toledo, è curata da Giuseppe Pizzuto e realizzata in collaborazione con Wunderkammern.
Il progetto riunisce oltre 130 opere, tra lavori iconici, pezzi unici e tirature limitate, restituendo una panoramica sul linguaggio visivo dell’artista statunitense, tra street art, grafica politica e comunicazione pubblica.
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Il tema della pace come scelta attiva
Al centro della mostra c’è la pace, intesa non come semplice assenza di conflitto ma come scelta attiva e responsabilità collettiva. Il titolo “Power to the peaceful” sintetizza una parte centrale della ricerca di Fairey: usare l’immagine come strumento di presa di posizione, in un contesto segnato da tensioni politiche, sociali e ambientali.
Le opere affrontano temi ricorrenti nella produzione dell’artista, dalla giustizia sociale alla difesa dell’ambiente, dalla critica alle discriminazioni alla denuncia delle derive nazionaliste. Un percorso che conferma l’interesse di Obey per l’arte come forma di comunicazione diretta, accessibile e riconoscibile.
Obey, l’artista anti-Trump
Fairey è spesso indicato come artista anti-Trump per la sua posizione critica nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti e, più in generale, delle politiche fondate su paura, esclusione e contrapposizione identitaria. A Napoli l’artista ha ribadito il proprio impegno contro le discriminazioni e contro le pratiche repressive legate ai raid dell’Ice negli Stati Uniti.
Nel suo lavoro, la dimensione politica non è un elemento laterale. Le immagini diventano manifesti, icone e segnali visivi pensati per occupare lo spazio pubblico e stimolare una riflessione sui rapporti di potere, sui diritti e sulle responsabilità individuali.
Napoli come spazio di incontro
La presenza di Obey a Napoli assume un valore particolare per il rapporto tra la città e il suo immaginario visivo. Fairey ha definito il capoluogo campano un luogo segnato da storia, bellezza, diversità e “caos energetico”, caratteristiche che dialogano con la natura del suo lavoro.
La mostra inserisce Napoli dentro una traiettoria internazionale, confermando il ruolo delle Gallerie d’Italia come spazio dedicato ai linguaggi contemporanei e alle questioni del presente. Il percorso espositivo punta su immagini di forte impatto, costruite per essere immediate ma anche stratificate, tra simboli politici, riferimenti pop e richiami alla propaganda.
Il progetto alle Gallerie d’Italia
Secondo Michele Coppola, direttore delle Gallerie d’Italia, il rapporto tra Obey e Napoli ha prodotto una sintonia immediata. L’esposizione si colloca nel programma culturale del museo dedicato ai grandi temi della contemporaneità e rafforza il dialogo tra artisti internazionali e territorio.
“OBEY: Power to the peaceful” non si limita a presentare una selezione di opere, ma costruisce un percorso sulla funzione pubblica dell’immagine. La mostra invita a leggere il lavoro di Shepard Fairey come una forma di intervento visivo sui conflitti del presente, mantenendo al centro il tema della pace come scelta politica e collettiva.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

