Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt avrebbero ottenuto lo stesso cachet per tornare nei rispettivi ruoli, in un’operazione costruita anche sulla forza commerciale del titolo
Il Diavolo veste Prada 2 ha riportato Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, la direttrice di Runway diventata uno dei personaggi più riconoscibili del cinema contemporaneo. Accanto a lei sono tornate Anne Hathaway, ancora nel ruolo di Andy Sachs, ed Emily Blunt, nuovamente interprete di Emily Charlton.
Il sequel, diretto da David Frankel, arriva a vent’anni dal film originale del 2006 e punta su una continuità evidente: stessi volti chiave, stesso universo narrativo e un immaginario legato alla moda che resta centrale nel racconto.
I cachet delle tre protagoniste
Il dato più rilevante riguarda i compensi. Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt avrebbero ricevuto 12,5 milioni di dollari ciascuna per tornare ne Il Diavolo veste Prada 2.
La cifra conferma il peso del cast nell’operazione produttiva. La presenza delle tre attrici non rappresenta soltanto un elemento narrativo, ma anche uno dei principali fattori commerciali del film. Il ritorno del trio originale è stato infatti determinante per dare forza al sequel e per intercettare il pubblico legato al primo capitolo.
Bonus al botteghino e incassi
Oltre al compenso iniziale, le tre protagoniste avrebbero ottenuto anche bonus legati agli incassi. Il meccanismo prevede ulteriori guadagni al superamento di determinate soglie al box office.
Con il film già oltre quota 300 milioni di dollari nel mondo, questi incentivi avrebbero iniziato a incidere sui compensi complessivi. Se la corsa commerciale dovesse proseguire, il guadagno finale per ciascuna attrice potrebbe superare i 20 milioni di dollari.
Il budget del sequel
Il budget de Il Diavolo veste Prada 2 è indicato intorno ai 100 milioni di dollari. Una parte consistente sarebbe stata destinata proprio al cast, elemento centrale della strategia del film.
Il confronto con il primo capitolo rende la distanza produttiva evidente: Il Diavolo veste Prada, uscito nel 2006, aveva avuto un budget più contenuto e aveva incassato circa 326 milioni di dollari a livello mondiale, diventando nel tempo un titolo di culto.
Il ruolo di Meryl Streep
Il compenso di Meryl Streep conferma il valore commerciale dell’attrice e del personaggio di Miranda Priestly. L’interprete, candidata 21 volte agli Oscar, resta il perno dell’intera operazione.
Il cachet per Il Diavolo veste Prada 2, pur molto alto, non sarebbe comunque il più elevato della sua carriera. La differenza tra produzioni cinematografiche tradizionali e piattaforme streaming incide infatti sui modelli di remunerazione, soprattutto quando vengono considerati eventuali compensi sostitutivi dei bonus al botteghino.
Il peso del cast originale
Il ritorno di Anne Hathaway ed Emily Blunt completa la struttura del sequel. Andy Sachs ed Emily Charlton sono due personaggi che, insieme a Miranda Priestly, hanno definito l’identità del primo film e ne hanno alimentato la lunga popolarità.
La parità di compenso tra le tre attrici sottolinea la scelta di valorizzare il nucleo storico del cast. Per Il Diavolo veste Prada 2, la riconoscibilità dei personaggi resta uno degli asset principali, insieme al richiamo del titolo e alla centralità del mondo della moda.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

