Mar. Lug 14th, 2026

Ligabue, Scipione e Zavattini sul Gran Sasso: la mostra “Radici” tra Isola e Tossicia

Ligabue, Scipione e Zavattini sul Gran Sasso: la mostra “Radici” tra Isola e Tossicia
Ligabue, Scipione e Zavattini sul Gran Sasso: la mostra “Radici” tra Isola e Tossicia

Sino al 20 settembre 2026, due sedi della provincia di Teramo ospitano un percorso dedicato ad Antonio Ligabue, Scipione e Cesare Zavattini. L’esposizione accompagna il progetto di valorizzazione culturale del territorio e la candidatura del Gran Sasso d’Italia a Patrimonio Unesco

Antonio Ligabue, Scipione e Cesare Zavattini sono i protagonisti di “Radici – Ligabue, Scipione, Zavattini”, mostra allestita tra Isola del Gran Sasso e Tossicia, in provincia di Teramo. L’esposizione sarà aperta al pubblico da domenica 12 luglio a domenica 20 settembre 2026, con opere distribuite in due spazi museali dell’area teramana del Gran Sasso e della Laga.

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Le inaugurazioni a Isola del Gran Sasso e Tossicia

La doppia inaugurazione è in programma sabato 11 luglio. Il primo appuntamento è fissato alle 18 al Museo Stauròs, all’interno del Santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso. Alle 19 sarà inaugurata la seconda sezione al Museo delle Genti del Gran Sasso, nel Palazzo Marchesale di Tossicia. La scelta di articolare la mostra in due sedi lega il percorso artistico ai luoghi che lo accolgono, mettendo in relazione le opere con l’identità storica e culturale del territorio.

Il progetto “Radici”

“Radici – Ligabue, Scipione, Zavattini” è stata ideata da Silvia Pegoraro, che ne firma la curatela insieme a Marzio Dall’Acqua, studioso ed esperto dell’opera di Antonio Ligabue. Il progetto riunisce tre figure differenti del Novecento italiano. Ligabue è stato uno degli interpreti più riconoscibili della pittura italiana del secolo scorso; Scipione, pseudonimo di Gino Bonichi, fu tra i protagonisti della Scuola romana; Zavattini affiancò alla scrittura e al cinema una personale attività pittorica.

Cultura e valorizzazione del territorio

La mostra è promossa dal Gal Gran Sasso Laga e rientra in un programma di valorizzazione del territorio attraverso la cultura, avviato dal presidente Carlo Matone in collaborazione con le istituzioni dell’area teramana. L’iniziativa si inserisce inoltre nel percorso di candidatura del Gran Sasso d’Italia a Patrimonio Unesco, affiancando alla tutela del paesaggio un progetto dedicato all’arte e alla memoria culturale.

L’organizzazione della mostra

L’organizzazione è affidata all’associazione culturale ArteLive di Teramo, con la consulenza di Anita Molinari per Ligabue Art Projects. La mostra resterà visitabile fino al 20 settembre 2026 nelle sedi del Museo Stauròs di Isola del Gran Sasso e del Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia.

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