Dom. Ago 30th, 2026

Madrid in cinque opere: dal Giardino delle delizie a Guernica

Bosch, Il Giardino delle delizie
Bosch, Il Giardino delle delizie

Prado, Reina Sofía e Thyssen-Bornemisza permettono di attraversare cinque secoli attraverso opere conservate a Madrid. Bosch, Goya, Picasso, Dalí e Hopper compongono un itinerario dal trittico su tavola alla pittura europea e americana del Novecento

Bosch, Il Giardino delle delizie

Al Museo del Prado, Il Giardino delle delizie è un trittico dipinto da Hieronymus Bosch tra il 1490 e il 1500, a olio e grisaglia su tavole di quercia. Chiuso, mostra in toni quasi monocromi il terzo giorno della Creazione; aperto, presenta tre campi distinti. A sinistra Dio introduce Eva ad Adamo nell’Eden, al centro si estende una moltitudine di figure, animali e forme vegetali, a destra compare l’Inferno. Le ante impongono due modalità di visione e rendono la trasformazione dell’oggetto parte del racconto.

Goya, Il 3 maggio 1808 a Madrid

Sempre al Prado, Francisco de Goya dipinse Il 3 maggio 1808 a Madrid, noto anche come Le fucilazioni, nel 1814. La tela, alta 268 e larga 347 centimetri, appartiene a una coppia di opere commissionate dalla Reggenza sugli eventi dell’insurrezione madrilena e della repressione francese. Un plotone visto di spalle fronteggia i condannati, illuminati da una lanterna. Il museo ricorda che le esecuzioni avvennero in più luoghi e considera non dimostrata l’identificazione del paesaggio con la collina del Príncipe Pío.

Picasso, Guernica

Al Museo Reina Sofía, Guernica misura 349,3 per 776,6 centimetri. Picasso lo realizzò a Parigi dal 1° maggio al 4 giugno 1937, a olio su tela, per il padiglione della Repubblica spagnola all’Esposizione internazionale. Figure umane, toro e cavallo occupano una struttura orizzontale in grisaglia, collegata dal museo al cinema e alla fotografia di stampa. Acquistata dal governo repubblicano nel 1937, l’opera tornò in Spagna nel 1981 ed entrò al Reina Sofía nel 1992.

Dalí, Il grande masturbatore

Nello stesso museo, Il grande masturbatore di Salvador Dalí è un olio su tela del 1929, largo 150 centimetri. Il nucleo è una grande forma chiara rivolta verso il basso, collegata dal museo a una personificazione dell’artista. Sul profilo si appoggia una cavalletta; attorno compaiono figure, frammenti anatomici, rocce e paesaggio. Il dipinto entrò al Reina Sofía nel 1990 con il lascito Salvador Dalí.

Hopper, Hotel Room

Il percorso si conclude nel Museo Thyssen-Bornemisza con Hotel Room, dipinto da Edward Hopper nel 1931. Una donna siede sul bordo di un letto in una stanza d’albergo, con abiti e bagagli disposti attorno. Le annotazioni di Josephine Nivison Hopper, moglie dell’artista e modella per il quadro, identificano il foglio come un orario ferroviario. La diagonale del letto conduce verso la finestra aperta sul buio, mentre la luce artificiale proviene dall’alto. L’interno non indica una città precisa: è uno spazio temporaneo legato al viaggio e all’attesa.

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