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“Scaldatevi è estate romana”: al via domani gli eventi. Le polemiche sui tagli alla cultura e la verità sui finanziamenti

“Scaldatevi è estate romana”. “E finalmente”, potrebbe commentare qualcuno. Fuoco ed energia per il claim e la locandina della 27° edizione dell’estate romana, al via da domani, che riempirà di eventi e spettacoli le serate della capitale da sabato fino al 30 settembre. Online le graduatorie definitive dei bandi “Estate Romana” e “Bando Festival” con più di 50 iniziative culturali previste in tutti i quartieri della capitale.

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GLI EVENTI – Tante le iniziative previste per inaugurare l’evento, come il concerto gratuito in piazza del Campidoglio dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e la tre giorni di appuntamenti per la Festa europea della Musica. E più di 50 iniziative diffuse nel territorio: dalla Cavea di Corviale, a piazza De Andrè, alla Magliana, al Pigneto, con tante associazioni come Ape Rossa, Triangolo Scaleno, Teatro in Scatola, Flyer Communication, Cinemovel Foundation, che saranno impegnate per l’evento più atteso da romani e turisti. I primi appuntamenti potranno essere visualizzati da domani direttamente sul sito dell’Estate Romana, mentre sono già disponibili sul sito del Comune di Roma le graduatorie definitive dei bandi previsti per gli eventi della rassegna estiva. 

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TAGLI ALLA CULTURA – Un calendario che parte dopo giorni di polemiche accese sui tagli alla cultura. Le graduatorie provvisorie delle manifestazioni finanziate sono state pubblicate martedì scorso: gli esclusi dai finanziamenti sono tanti e altisonanti. Solo per fare qualche nome «All’ombra del Colosseo», Fontanonestate», «Villa Celimontana» e «Notti di cinema a Piazza Vittorio» (destinataria di un contributo pari a 44 mila euro, ritenuti, però, «non sufficienti nemmeno ad allestire l’area»). Al Gay Village (già partito) andranno 40 mila euro.

E poi «Cannes a Roma», il mini festival che porta nella capitale i film di Venezia, Cannes e Locarno, che è ammesso ma senza contributi (si farà grazie a fondi della Regione Lazio); «Passaggi Segreti», che per anni ha portato nei palazzi antichi e nei Fori Imperiali il teatro in notturna legato alla storia di Roma.Rispetto alle richieste delle singole associazioni, il Campidoglio ha dato meno della metà delle risorse. Gli organizzatori dell’Estate Romana sono scesi sul piede di guerra e si sono incontrati in Campidoglio per protestare.

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LA PROTESTA E NUOVI FONDI – Dal Teatro Anfitrione al Teatro Italia, ma anche il Cometa e il Roma Jazz Festival, il Teatro Dè Servi e il Teatro Testaccio e il Ghione. E poi altri rappresentati dei festival sopraccitati. Dopo la protesta del 17 giugno con attori, registi, musicisti e maestranze dello spettacolo in piazza del Campidoglio, l’Estate Romana 2014 «trova» altri 600 mila euro. La giunta di Ignazio Marino approverà una memoria venerdì per aumentare i fondi destinati ai due bandi dell’Estate Romana, in particolare quello per le manifestazioni storiche.

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LA VERITA’ – In verità il Comune ha (giustamente?) puntato a stanziare maggiori fondi a tutte quelle manifestazioni che non prevedono ingressi a pagamento. Finora il Comune di Roma ha finanziato con centinaia di milioni di euro anche manifestazioni che prevedevano l’ingresso a pagamento. E che di soldi ne incassavano davvero tanti. Dimostrando meno attenzione verso tutti quegli operatori ed eventi che non prevedevano incassi aggiuntivi. Come per gli eventi rivolti ai bambini, ad esempio.  Quest’anno si è voluto fare un cambiamento: meno soldi a chi ne guadagnava già fin troppi, più a quelli che invece offrivano servizi gratuiti, ma comunque di buon livello.

Una logica lineare, nonostante ovvie e avvenute eccezioni “clientelari”. Forse avremmo davvero potuto fare a meno di qualcosa, ma funziona sempre così: il tozzo di pane rifiutato, quando ci viene strappato dalle mani, diventa il pezzo della torta più buona. E di manifestazioni inutili ed elitarie sul cartellone estivo ce ne sono davvero tante. Prima di fare altre proteste e di urlare scandalizzati ai tagli alla cultura, qualcuno può gridare i cittadini romani che i finanziamenti pubblici sono i soldi di tutti? E che forse potrebbero essere spesi decisamente meglio? E potrebbero informarsi un po’ meglio senza credere ossequiosamente a ciò che viene propinato tramite giornali? Troppe domande, in effetti, comporta sempre una certa dose di fatica nel cercare una risposta. Meglio gridare allo scandalo: più facile e più radical chic.

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