Skip to content

“Apolidi | Identità (non) disperse” a Palazzo Merulana: l’intervista ad Antonietta Campilongo

Inaugurerà mercoledì 20 novembre alle ore 18.00, presso Palazzo Merulana a Roma, la mostra Apolidi | Identità (non) disperse. Il direttore artistico Antonietta Campilongo ci racconta la collettiva

Inaugurerà mercoledì 20 novembre alle ore 18.00, presso Palazzo Merulana a Roma, la mostra Apolidi | Identità (non) disperse. La mostra, visitabile sino all’8 dicembre, con la direzione artistica di Antonietta Campilongo, testi in catalogo del collettivo Neworld e di Roberto Malini, è promossa dall’Associazione Neworld, Nwart, con il patrocinio di MigrArti.

Scopri le mostre di Roma su Uozzart.com

Gli artisti in mostra

Ventidue gli artisti in mostra: Marco Billeri, Juna Cappilli, Antonella Catini, Silvano Corno, Vincenza Costantini. Pino dè Notariis, Alexander Luigi Di Meglio, Dario Fo, Giusy Lauriola. Valentina Lo Faro, Roberto Malini e Fabio Patronelli, Riccardo Meloni. Giorgio Ortona, Enrico Porcaro, Parlind Prelashi, Loredana Raciti. Consuelo Rodriguez, Eugenia Serafini, Anna Tonelli, Jack Tuand. Per la gentile concessione di Jacopo Fo e la disponibilità della Galleria TouchArt, in mostra un’opera di Dario Fo.

Per l’occasione abbiamo posto quattro domande ad Antonietta Campilongo, per scoprire come si svilupperà la mostra e quali sorprese riserverà.

L’intervista ad Antonietta Campilongo

Il tema delle migrazioni raccontato con l’arte: qual è l’obiettivo di questa mostra?

L’esposizione si propone come una forma di narrazione collettiva, in cui s’intersecano vari punti di vista, in grado di restituire voce e dignità alle moltitudini senza volto della contemporaneità. La mostra intende raccogliere materiali di analisi e di riflessione su un tema, purtroppo, di grande attualità.

Perché “apolidi”?

La scelta di intervenire nel dibattito di sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione viene dall’analisi dell’ampio spettro di contenuti che abbiamo affrontato e che affronteremo in futuro con l’associazione Neworld, della quale faccio parte. Siamo convinti che un’azione artistica possa contribuire ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza di questa emergenza, da affrontare a livello di una presa di coscienza globale.

L’arte registra e indaga il declino del mondo e le infinite trasformazioni di un sistema economico e simbolico, e mette in scena, in modi infiniti, una possibile riflessione sulla storia attuale, compresi i suoi orrori sulla solitudine di massa, sulla fragilità dell’uomo, sull’imperfezione della vita, sul desiderio di vivere. Sa parlare al nostro spirito oltre le barriere di lingua, tempo, cultura. Inoltre, unisce origini e storie di luoghi e nazioni, crea un itinerario ideale confrontando identità culturali, amori e passioni che si manifestano nell’espressione artistica, oltre ogni limite e confine geografico.

Nel programma anche alcune performance: cosa vedremo e quando?

Si, in scena tre performance, che saranno presentate il giorno dell’inaugurazione della mostra.

Si inizia alle 18,30 con “Apolidi Universali” una performance di Loredana Raciti che vedrà il coinvolgimento di tre donne, tre età, tre sacerdotesse, con una nuova luce sulla tradizione e sul mito. E’ una performance di danza classica indiana eseguita da Marialuisa Sales, la piccola Ikhlas Ayah Masonicic interpreterà il “cigno nero” accanto a Loredana Raciti. Mentre la presentazione e l’intervento critico è di Domenica Giaco. Alle 19.00 “Dissuasivi-2” una performance degli artisti§innocenti

I componenti del gruppo fanno ingresso negli spazi espositivi variamente agghindati con capi d’abbigliamento bordati di “dissuasori per piccioni” (ovvero fasce in plastica dotate di pungoli che si usano sui cornicioni per respingere i volatili) per sperimentarne, a diretto contatto col pubblico, la prossemica. Ci si rifà, ludicamente sottotono, ad una lunga sperimentazione che passa per il ferro da stiro di Man Ray e le “provocazioni” di Marina & Ulay.

Alle ore 20.00 chiudiamo la rassegna con “La parola e il grido” una performance di Eugenia Serafini e I poeti dell’Onda. Spesso le parole gridate sono simili a sassi lanciati contro le persone: possono ferire, insultare, far soffrire, essere soggetto aggressivo; tuttavia le stesse PAROLE GRIDATE possono diventare sogno, dichiarazione d’amore, affermazione di diritti e condivisione di intenti e mète.

Orari, costi e durata

Luogo: Palazzo Merulana – Via Merulana, 121 – Roma
Durata: 20 novembre 8 dicembre 2019
Inaugurazione: mercoledì 20 novembre ore 18.00 – 21.00 – ingresso libero fino ad esaurimento posti
Cocktail: Casale del Giglio – Azienda Agricola
Orari di apertura: Dal mercoledì al lunedì dalle ore 10.00 alle ore 20.00 – Ultimo ingresso ore 19 – Martedì chiuso
Tariffe: mostra visitabile con biglietto di ingresso alla Collezione Cerasi (Intero €10; Ridotto €8).

Appassionati di arte, teatro, cinema, architettura, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, Twitter e Google News

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: