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Da Il cielo sopra Berlino a Ferro 3: 5 scene romantiche e le loro canzoni

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Festeggiamo il giorno degli innamorati con cinque delle scene più romantiche, poetiche, emozionanti, del cinema mondiale, tratte da Il cielo sopra Berlino, Ferro 3, Se mi lasci ti cancello, L’Atalante e Lost in Translation. Con le loro indimenticabili canzoni…

Ferro 3
Ferro 3

Dimenticatevi Jack e Rose sul Titanic, dimenticatevi Sam e Molly che fanno posacenere di creta, dimenticate Richard Gere che si arrampica sulla finestra di Julia Roberts. Dimenticate Harry e Sally la notte di Capodanno, il tizio di Love Actually la notte di Natale e, già che ci siete, dimenticatevi pure di Rossella e Rhett (tanto lui se ne infischia). Oggi ci pensiamo noi a consigliarvi cinque scene un po’ meno famose, ma romanticissime, e le canzoni che le accompagnano: Il cielo sopra Berlino, Ferro 3, Se mi lasci ti cancello, L’Atalante e Lost in Translation.

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Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, 1987

Damiel è un angelo che vaga invisibile per Berlino, assistendo alla vita che scorre per le sue strade, senza poter prendervi parte. Ma quando il suo sguardo si posa su Marion decide di rinunciare all’immortalità e farsi uomo, per lei. E finalmente, alla fine di un’esibizione di Nick Cave in un club della città, sulle note della meravigliosa From her to eternity, i due si incontrano per la prima volta,e sembrano conoscersi da sempre.

Se mi lasci ti cancello (Eternal sunshine of the spotless mind) di Michel Gondry, 2004

Joel e Clementine si incontrano, si piacciono, si innamorano. Ma un giorno scoprono di essersi già incontrati, innamorati, fatti molto male e infine odiati: entrambi, infatti, avevano rimosso l’altro dalla propria mente. Quando vengono a sapere la verità allontanarsi sembrerebbe l’unica cosa logica, ma non c’è niente di logico nell’amore. E allora, anche sapendo che finirà molto male, decidono di restare insieme, perchè “È meglio aver amato e perso che non aver mai amato”. E poi, parte Everybody’s Got To Learn Sometime di Beck…

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L’Atalante di Jean Vigo, 1934

Jean, comandante della chiatta “L’Atalante”, sposa la giovane e bella Juliette, ma la vita su una barca non è facile per la ragazza. Dopo un litigio per gelosia Juliette scappa a Parigi per visitare i negozi della città e Jean decide di abbandonarla, levando gli ormeggi. Il giorno dopo, però, l’uomo è colto dal rimorso e, ricordandosi di una vecchia leggenda secondo cui sott’acqua si possono vedere le persone care che abbiamo perso, si getta nella Senna. Lì, in una delle scene che hanno fatto la storia del cinema, rivede l’amata Juliette, vestita da sposa. Enrico Ghezzi sovrappose a questa scena Because the night di Patti Smith, usandola come sigla dei suoi programmi per così tanti anni da legare indissolubilmente, agli occhi degli spettatori, le immagini alla musica.

Lost in Translation di Sofia Coppola, 2003

Bob è una star in declino e Charlotte è la giovane moglie di un fotografo in ascesa; si incontrano in un hotel di Tokyo, dove lui è andato per girare degli spot pubblicitari e lei per accompagnare il marito. Lontani da casa e molto spesso soli, i due si faranno compagnia e presto nascerà un’amicizia, o forse qualcosa di più. Sulla via per l’aeroporto, dopo un saluto imbarazzato, Bob scorge Charlotte tra la folla e scende di corsa dall’auto per raggiungerla. Dopo un abbraccio e una frase sussurrata nell’orecchio, la bacia. E mentre va via, l’intro di Just like honey dei The Jesus and The Mary Chain suona come una raffica di spilloni dritti nel cuore dello spettatore.

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Ferro 3 di Kim Ki-duk, 2004

Tae-suk ha sviluppato la capacità di essere “invisibile” e la sfrutta per vivere con la sua amata Sun-hwa, intrappolata in un matrimonio violento, senza che il marito se ne accorga. Si muove leggero, danza tra le ombre della casa, mostrandosi solo agli occhi della sua bella. Quando lei sussurra “ti amo” il marito la abbraccia, pensando che quelle parole siano rivolte a lui, ma sono per Tae-suk, che, alle spalle dell’uomo, le dà uno dei baci più belli e poetici mai visti sullo schermo. Per la scena finale il maestro del cinema coreano sceglie una cantante belga che suona musica arabeggiante (Gafsa di Natacha Atlas), ché tanto l’amore è una lingua universale.

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