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Muore l’artista Christo, le sue sei opere più celebri

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Da Valley Curtain in Colorado, a The Umbrellas, tra California e Giappone. Ecco le opere più conosciute di Christo, il noto artista contemporaneo morto domenica. Senza tralasciare The Floating Piers al Lago d’Iseo e gli altri “imballaggi” che riguardano l’Italia…

Christo
Christo

E’ morto domenica a New York, all’età di 84 anni, Christo, uno dei più importanti artisti contemporanei. Nato in Bulgaria, in Italia era celebre per l’apertura di “The Floating Piers” nel 2016, la piattaforma galleggiante sul lago d’Iseo. Ma Christo era anche il nome di un lungo progetto artistico, che era iniziato alcuni decenni prima con la moglie Jeanne-Claude. Entrambi nati lo stesso giorno, il 13 giugno 1935. Lei morì però nel 2009, ma il loro progetto artistico era proseguito con lui.

Figlio di un imprenditore e di una segretaria dell’Accademia di Belle Arti di Sofia, dove Christo aveva studiato dal 1953, nel 1956 si era spostato a Praga. Da lì, poi, prima a Vienna e poi a Parigi, dove iniziò a vendere ritratti e dipinti astratti. Si fece però notare soprattutto per i suoi primi piccoli “impacchettamenti” di oggetti o modelli viventi. Diventando in breve tempo uno dei principali esponenti del Nouveau Réalisme, un movimento artistico interessato a «materiali desunti dalla realtà, anche quella più banale». Christo figura inoltre fra i maggiori rappresentanti della Land Art, forma d’arte contemporanea nata Stati Uniti d’America tra il 1967 e il 1968 e caratterizzata dall’intervento diretto dell’artista sul territorio naturale, specie negli spazi incontaminati come deserti, laghi salati, praterie.

Valley Curtain in Colorado

Risalente al 1970, vicino alla cittadina di Rifle, in Colorado, sorge il Rifle Gap, una valle contenuta all’interno del complesso delle Montagne Rocciose. La coppia dispiegò una sorta di tenda, quasi una quinta teatrale che apriva sul panorama della valle. 14mila metri quadrati di tessuto, sostenuti da cavi d’acciaio e da barre di sostegno formate da 200 tonnellate di calcestruzzo, un budget di 400mila dollari. La prima realizzazione, completata il 10 ottobre 1971, durò poco, perché venne letteralmente fatta a pezzi dal vento e dalle rocce. Ci riprovò nell’agosto del 1972, ma rimase in piedi solo 28 ore: fu distrutta da un vento forte 100 km orari.

Surrounded Islands, in Florida

Tra il 1980 e il 1983, i due artisti progettarono una grande installazione dalle parti di Miami, in Florida. Chiamata Surrounded Islands, la struttura circondava due isolotti nella Biscayne Bay, sfruttando più di 600mila metri quadrati di tessuto. La struttura, in polipropilene, rimase lì per due settimane.

The Umbrellas, tra California e Giappone

L’idea era quella di realizzare un progetto diviso in due: un’installazione con ombrelli gialli in California, una uguale con ombrelli blu in Giappone. Questo vide la luce tra il dicembre del 1990 e l’ottobre del 1991. Ad una base di circa 80 centimetri d’acciaio erano attaccati migliaia di ombrelli, posizionati da circa 2.000 lavoranti. In particolare a Ibaraki, in Giappone, furono installati 1.340 ombrelli blu, mentre a Tejon Ranch, nel sud della California, 1.760 gialli. Ombrelli alti 6 metri e con un diametro di 9. Il tutto costò circa 26 milioni di dollari. Dopo un paio di settimane, un ombrello fu portato via dal vento e finì per uccidere una donna. L’esposizione fu quindi interrotta. Ma un’altra persona morì durante lo smontaggio.

L’imballaggio del Reichstag, in Germania

Il Presidente del Parlamento tedesco, Rita Süssmuth, propose ai due di realizzare qualcosa al Reichstag. I due coprirono tutto l’edificio con 100mila metri quadrati di polipropilene ignifugo, coperto con uno strato di alluminio. L’operazione cominciò il 17 giugno 1995 e il 24 era completata. L’opera fu dismessa il 7 luglio.

Running Fence, in California

Una delle opere più celebri, realizzata tra il 1972 e il 1976, consiste in una recinzione continua, tesa da Est a Ovest per quasi quaranta chilometri tra alcuni declivi della campagna californiana, a nord di San Francisco.

The Floating Piers e le altre sue opere in Italia

Aperto al pubblico dal 18 giugno al 3 luglio del 2016, The Floating Piers è un insieme di passerelle montate sopra al Lago d’Iseo, in Lombardia. La struttura permetteva ai visitatori di camminare a pelo d’acqua da Sulzano alle isole di Monte Isola e San Paolo. Nei 15 giorni di apertura il ponte è stato calpestato da circa 1 milione e mezzo di persone. Ma non fu il primo lavoro in Italia. Aveva infatti imballato la Fontana di Piazza del Mercato a Spoleto nel 1968, il monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a Milano nel 1970 e la Porta Pinciana a Roma nel 1974.

Porta Pinciana

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