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Customer care, una performance musicale, interattiva e online, sui servizi clienti

Una performance musicale interattiva, ideata dal collettivo MetaDiaPason e supportata da Chirale, basata sui meccanismi dei servizi clienti delle aziende. “Customer care” sarà realizzata a Roma sabato 20 marzo dalle 10 alle 18 ed è pensata per essere fruibile solo online…

L’ensemble Metadiapason in una performance per sole macchine Olivetti del 2012

Una performance musicale interattiva basata sui meccanismi dei servizi clienti delle aziende. Customer care sarà realizzata a Roma sabato 20 marzo dalle 10 alle 18 ed è pensata per essere fruibile solo online dalla pagina realizzata appositamente sul sito metadiapason.eu e sul festival di arte digitale di Lahore (Pakistan) postreality.digital/. La durata di otto ore, oltre a richiamarsi alla giornata lavorativa standard, permette alla performance di essere fruita, sia nell’ascolto che nell’interazione, in modo globale. La performance è progettata e realizzata dal collettivo MetaDiaPason e supportata da Chirale.

Musicisti come se fossero centralinisti

Tre performer alla volta suonano le tre linee musicali (melodic line, ground line, timbric line) che formeranno la musica, equipaggiati come se fossero operatori centralinisti, quindi indossando un “headset” (auricolare con cuffie più microfono) in una postazione delimitata da divisori dentro una stanza con vetrina. Il pubblico può interagire da qualsiasi parte del mondo tramite il chatbot, ovvero il sistema di chat automatico e interattivo capace di simulare una conversazione umana, che permetterà di influenzare le tre linee musicali o la performance in sé o infine di potersi candidare a suonare con noi. Infatti, accanto ai musicisti coinvolti nella performance in luogo (presso lo Spazio Chirale a Roma), potranno candidarsi a suonare in modalità “smartworking” o meglio “homeworking” tutti quelli che vorranno, inviando la richiesta durante le 8 ore di “giornata lavorativa” usando il chatbot.

L’interazione del pubblico tramite chatbox

I performer in luogo e i “candidati” scelti si daranno i cambi turno ogni venti minuti per suonare sempre in tre alla volta. Ciascuno performando una delle tre linee musicali. Avranno il “dovere” di rispettare il più possibile le istruzioni che ricevono dal pubblico tramite il chatbot, secondo un principio di “costrizione performativa” che si ispira ai doveri lavorativi del dipendente. La performance si inserisce all’interno di una nostra ricerca sulle azioni comuni e quotidiane come liturgie dell’uomo contemporaneo. L’intento è generare un processo artistico che coinvolga a più livello il pubblico. A partire dai suoni, le immagini e i gesti che attengono a queste ritualità moderne.

Un’esperienza disumanizzante sia per l’utente che per il lavoratore

Customer Care porta all’estremo le pratiche di interazione artistica riproducendo l’esperienza comune dell’interazione con un chatbot virtuale, disumanizzante sia per l’utente che per il lavoratore, trasmutata nel rapporto tra pubblico e performer, offrendo un effetto di immersione, straniamento e identificazione, performando una pratica professionale caratterizzante dell’epoca globalizzata che viviamo.

Gli artisti della performance

Su questa performance saranno coinvolti del collettivo l’architetta Stella Passerini e l’umanista digitale Clio Flego, i musicisti Leonardo Zaccone, Andrea Salvi, Giuseppe Silvi, Federico Scalas. Inoltre parteciperanno Valentina Mignogna e Fabio Sestili di Ipologica, nonché i musicisti Francesco Paradisi, Leo Livio Mammozzetti, Edoardo Staffa, Roberta Pero, Damiano Casula. Poi Massimo Massimi, Massimo Di Gaetano, Martina Colli, Miriam Akkermann.

Il progetto di Chirale

Customer Care è progettato e realizzato dal collettivo MetaDiaPason, in prima assoluta. E’ inoltre presentato e supportato da Chirale, azienda romana che si occupa di creatività digitale peculiarmente nei campi della moda, dell’arte, del design e della didattica. Il collettivo MetaDiaPason sperimenta forme artistiche diverse, dalla performance all’installazione. Lo fa indagando il rapporto tra tecnologia e umanesimo attraverso l’interazione digitale e sociale. Nato su impulso di Leonardo Zaccone, performer, compositore e umanista digitale, coinvolge artisti sempre diversi da progetto a progetto.

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