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SIAE, la crisi dello spettacolo: contrazione del 77% dei ricavi al botteghino

Dall’analisi dei cali medi condotta dai ricercatori del gruppo ASK dell’Università Bocconi di Milano sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE emerge una contrazione del 69% nel numero di spettacoli, del 72% degli ingressi, del 77% dei ricavi al botteghino e del 76% della spesa del pubblico.

Quattro stagioni, Teatro dell'Opera, Teatro Costanzi

Il 2020 è stato un anno molto difficile per tutti i settori dello spettacolo dal vivo. Dall’analisi dei cali medi condotta dai ricercatori del gruppo ASK dell’Università Bocconi di Milano sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE emerge una contrazione del 69% nel numero di spettacoli, del 72% degli ingressi, del 77% dei ricavi al botteghino e del 76% della spesa del pubblico. Diversi sono i fattori che hanno portato a questi risultati: le politiche di chiusura definite dai diversi DPCM, i numeri ridotti di ingressi dovuti alle misure di distanziamento, il rallentamento delle nuove produzioni in tutte le filiere e naturalmente le reazioni dei singoli, lato domanda e lato offerta. Lo rileva la Siae presentando l’Annuario dello Spettacolo 2020.

Il comparto che ha sofferto relativamente meno degli altri è stato quello delle attrazioni dello spettacolo viaggiante

Una prima disaggregazione dei dati evidenzia come il settore dell’attività concertistica sia stato quello che in assoluto ha sofferto più di tutti le norme anti Covid, facendo registrare le peggiori performance per gli ingressi (-82,88%) e per la spesa al botteghino (-89,13%) nel 2020, anno che sarà senza dubbio ricordato dagli operatori del settore per la totale assenza dei grandi concerti live estivi.

Invece il comparto che ha sofferto relativamente meno degli altri è stato quello delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, che ha potuto contare sulle parziali riaperture estive, che coincidono storicamente con il periodo di maggiori ingressi e incassi per queste attività: il numero di spettacoli è diminuito del 42,27% mentre la spesa del pubblico è scesa del 64,04%. Neanche l’attività cinematografica è riuscita a contenere le perdite: gli ingressi si sono ridotti del 70,98%, le presenze sono diminuite dell’82,18%, la spesa al botteghino ha registrato un calo del 71,62% e la spesa del pubblico ha perso il 73,21%.

Teatro: il numero degli spettacoli è diminuito del 64,81% e gli ingressi si sono ridotti del 70,41%

La brusca interruzione della stagione 2019-2020, con la dichiarazione del primo lockdown generale dell’8 marzo 2020 e la mancata ripartenza della nuova stagione 2020-2021 per effetto della seconda ondata epidemica, ha compromesso del tutto lo svolgimento dell’attività teatrale: il numero degli spettacoli è diminuito del 64,81% e gli ingressi si sono ridotti del 70,41%. Stessa sorte per entrambi gli indicatori economici: -77,78% per la spesa al botteghino e -76,47% per la spesa del pubblico. Particolarmente colpiti la lirica, con un tracollo della spesa al botteghino dell’85,35% e del numero di ingressi dell’81,20%, e il balletto, con una perdita dell’80,02% degli ingressi.

Sport: gli ingressi si sono ridotti del 77% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’84%

La crisi provocata dalla pandemia ha travolto anche lo sport che, a partire da marzo 2020, ha visto la sospensione di eventi e competizioni di ogni ordine e disciplina e successivamente una ripresa graduale delle attività, anche se quasi sempre senza la presenza del pubblico. Di conseguenza, gli ingressi si sono ridotti del 77% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’84%.

In negativo anche i dati dell’attività di ballo e intrattenimenti musicali

In negativo anche i dati dell’attività di ballo e intrattenimenti musicali a causa soprattutto della mancanza quasi totale dell’attività di ballo mentre l’attività dei trattenimenti musicali nei pubblici esercizi è stata quasi sempre concessa, nel rispetto delle norme sanitarie previste: complessivamente -71,36% per il numero degli spettacoli, -72,53% per le presenze e -73,94% per la spesa del pubblico.

Fiere e mostre: ingressi diminuiti rispettivamente dell’83% e del 72%

In linea con gli altri comparti è stata la perdita registrata dal settore delle fiere e delle mostre culturali, i cui ingressi sono diminuiti rispettivamente dell’83% (con una perdita di circa 10 milioni di visitatori) e del 72%. La mostra che ha esercitato il maggior richiamo, pur potendosi ritagliare uno spazio ristretto a cavallo tra i due lockdown e dovendo fare i conti con gli ingressi contingentati a prenotazione obbligatoria, è stata quella dedicata a Raffaello Sanzio in occasione del cinquecentesimo anno dalla sua morte, presso le Scuderie del Quirinale a Roma, che ha registrato oltre 134.000 visitatori.

Il settore dell’attività con pluralità di generi ha registrato una quasi totale scomparsa del numero di spettacoli (-87,54%), delle presenze (-92,58%) e della spesa del pubblico (-91,26%). Dall’analisi della quantità e della distribuzione geografica dei luoghi di spettacolo, che nel 2020 sono stati 56.645, è emerso che l’impatto del Covid ha prodotto la chiusura totale del 51,6% dei locali rispetto al 2019. Analogo risultato si riscontra sulla quantità e sulla distribuzione geografica degli organizzatori di spettacoli, che nel 2020 sono stati 39.489, con una perdita del 51,2% rispetto all’anno precedente.

La novità degli eventi in streaming

Novità di questa edizione dell’Annuario dello Spettacolo SIAE è la presenza del macroaggregato degli eventi trasmessi in streaming su piattaforme digitali a pagamento. Questa tipologia di evento, nata durante l’emergenza sanitaria, ha visto molti operatori attivarsi per avviare una sperimentazione con la creazione di sale “virtuali” speculari a quelle “fisiche” sia durante la chiusura delle sale sia nelle fasi di riapertura a capienza ridotta. Nel 2020 sono stati censiti 8.396 eventi. La distribuzione mensile dei valori evidenzia che questa tipologia di spettacolo ha iniziato a manifestarsi nel mese di maggio e ha ripreso vigore dal mese di ottobre, quando si è verificata la seconda ondata della pandemia. In questo aggregato l’indicatore rappresenta il numero di utenti che hanno effettuato l’accesso, acquistando un biglietto valido.

La scommessa è quella di riuscire ad integrare l’offerta e sviluppare una genuina strategia multicanale

Vista la particolare natura del servizio, non si può parlare di spettatori poiché non è dato sapere il numero effettivo di persone che, attraverso il collegamento attraverso un dispositivo, fruiscono dello spettacolo. L’analisi mensile evidenzia che settembre ha registrato l’incasso maggiore, poiché in questo mese si è tenuto l’evento “Heroes”, organizzato con l’intento di supportare il fondo “Covid-19 Sosteniamo la Musica” a favore dei lavoratori dello spettacolo. Il 6 settembre 2020 l’Arena di Verona ha visto la presenza contemporanea di 3.498 spettatori mentre 35.512 persone erano collegate all’evento in streaming.

La scommessa, per gli esercenti teatrali e gli organizzatori di concerti, è dunque quella di riuscire ad integrare l’offerta e sviluppare una genuina strategia multicanale: se la performance artistica non può fare a meno del pubblico in sala è anche suggestivo pensare che in un prossimo futuro alcuni grandi eventi possano raggiungere contemporaneamente sia un pubblico presente che un pubblico connesso.

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