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Torna “Ghê Gaia Terra”, dal 22 aprile al Museo delle Mura di Roma – Il programma completo della manifestazione

Last Updated on 21/04/2022

Dopo il grande successo di Ghê Gaia Terra, che si è svolto a novembre 2021 a Capranica di Viterbo, il progetto espositivo torna con nuove opere pittoriche e scultoree, quelle di 29 artisti, e con video e performance, firmate da 11 creativi

Venerdì 22 aprile alle ore 17.00, nel giorno dedicato all’Earth Day, la più grande manifestazione ambientale al mondo, verrà inaugurata la rassegna di arte contemporanea “Ghê Gaia Terra | Riflessioni sul rapporto tra Uomo e Ambiente”, al Museo delle Mura di Roma, a cura di Antonietta Campilongo, visitabile sino al 22 maggio 2022. Dopo il grande successo di Ghê Gaia Terra, che si è svolto a novembre 2021 presso il Tempio Romanico di San Francesco a Capranica di Viterbo, il progetto espositivo torna con nuove opere pittoriche e scultoree, quelle di 29 artisti, e con video e performance, firmate da 11 creativi. L’obiettivo, però, non cambia: quello di riflettere, tramite l’Arte e le arti, sul futuro del pianeta e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto tra Uomo e Natura. Visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 14. Ingresso libero.

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Le opere in mostra

Saranno in mostra i seguenti artisti: Alessandro Angeletti, Rosella Barretta, Rossana Bartolozzi, Francesco Bonifazi, Massimo Campi, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Silvano Corno, Paola De Santis, Alexander Luigi Di Meglio, Lean (Andrea Leonardi), Luciano Lombardi, Valentina Lo Faro, Eleonora Lucchini, Maria Carla Mancinelli, Lucia Nicolai, Giorgio Ortona, Veronika Palkovics, Adriana Pignataro, Loredana Raciti, Consuelo Rodriguez, Loredana Salzano, Stefania Scala, Andrea Sterpa, Carlo Tirelli, Anna Tonelli, Valter Vari, Klara Varhelyi, Tommaso Vitale.Artisti Special Guest: Rosella Barretta, Rossana Bartolozzi e Anna Tonelli.Performance: artisti&innocenti, letizia Girolami, Letizia leone, Loredana Raciti e Maria Luisa Sales. Video: Daniele Conca, Lara Ferrara, Maria Korporal.

Il tardigrado, simbolo della manifestazione

E’ il tardigrado (phylum di invertebrati protostomi celomati) l’enigmatico simbolo della manifestazione. Il messaggio è forte: questi organismi, infatti, potrebbero essere gli unici a sopravvivere sulla Terra, se non invertiamo la tendenza all’inquinamento e al consumo sfrenato, al riscaldamento e all’incuria quotidiana. Noti come “orsi d’acqua”, questi invertebrati a otto zampe possono sopravvivere fino a trenta anni senza cibo o acqua e possono resistere a temperature estreme, per pochi minuti a 150 °C e per parecchi giorni a −200 °C. Ma sono anche resistenti ad alti livelli di radiazioni, alla mancanza di ossigeno e alla resistenza al vuoto dello spazio. La domanda è tragica, ma necessaria: rimarranno solo loro?

Il “grido di dolore”

“C’è un grido di dolore, un grido di aiuto, un urlo di disperazione, che viene dalla nostra Gaia Terra o Ghê come la chiamavano gli antichi greci, che sempre di più, in seguito allo sviluppo industriale, ha portato una crescita enorme dell’uso di risorse non rinnovabili, dello sfruttamento del territorio, della produzione di rifiuti, nella creazione di sostanze di sintesi non riciclabili dai processi naturali – spiega Alice Straffi nel suo testo critico – L’uomo diventa così uno dei principali responsabili delle alterazioni all’ambiente. Il mondo dell’arte, che sempre registra e spesso anticipa le tendenze estetiche e culturali, ha dedicato grande attenzione al mondo della natura, mostrando creatività, curiosità e grande capacità propositiva”.

Il programma completo della manifestazione

Venerdì 22 aprile

Ore 17.00 – 20.00 Inaugurazione mostra

Artisti in mostra: Alessandro Angeletti, Francesco Bonifazi, Massimo Campi, Antonella Catini, Antonio Ceccarelli, Silvano Corno, Paola De Santis, Alexander Luigi Di Meglio, Lean (Andrea Leonardi) Luciano Lombardi, Valentina Lo Faro, Eleonora Lucchini, Maria Carla Mancinelli, Lucia Nicolai, Giorgio Ortona, Veronika Palkovics, Adriana Pignataro, Loredana Raciti, Consuelo Rodriguez, Loredana Salzano, Stefania Scala, Andrea Sterpa, Carlo Tirelli, Valter Vari, Klara Varhelyi, Tommaso Vitale.

Artisti Special Guest: Rosella Barretta, Rossana Bartolozzi, Anna Tonelli

Sala I

Ore 17.00 Tamburo ri-generativo Natura la forza che genera, performance di Letizia Girolami.Tamburo sciamanico per invocare gli spiriti della Pace dell’Amore, dell’Armonia, della Salute, della Fertilità e della Prosperità. Saranno presenti e verranno proiettate in contemporanea immagini e oggetti-simbolo energizzanti. Si utilizzerà il grande cristallo Genesia e acqua in contenitori di riciclo da distribuire ai partecipanti una volta finita la performance.

Ore 19.00Il canto delle Melisse performance di Marialuisa SalesInstallazione Loredana Raciti.Il Nido delle Melisse, opera poetica ed ariosa, è di contro una critica sottile all’attuale, crescente, distacco dell’umano-macchina da Madre Terra. Le installazioni di Loredana Raciti sono state sempre concepite per poter danzare con corpi vibranti capaci di assimilarne l’essenza: in continuità con questa Visione, Il Nido delle Melisse è un canto e una danza interiore, silenziosa e meditata, sull’universale spartito del suono primordiale delle api.

Ore 19.30 VideoIaceo Humi di e con Lara Ferrara con la partecipazione di Cristiano Ferrari – Video Riprese di Marco degli Agosti (Ed Warner).È necessaria una coscienza planetaria, Iaceo Humi è un video che penetra la terra dai luoghi storici alla natura; una riflessione sul rispetto e la bellezza del mondo, una visione che porterà di nuovo lo stupore e la meraviglia di fronte all’unicità e alla fragilità del nostro pianeta. Un elogio della terra è rivolto alla terra che verrà.

Ore 19.40 Video . non ha fine . un video di Maria Korporal con una poesia di Daìta Martinez.Il progetto non ha fine, tratta le trasformazioni nel ciclo continuo della vita. Le immagini e i suoni, realizzate dall’artista Maria Korporal, si intrecciano con i versi della poeta Daìta Martinez: un ciclo di sette stadi, ciascuno rappresentando un animale diverso che nasce da una pietra, sale in alto, poi riscende e, trasformandosi di nuovo in pietra, si unisce con la terra; per poi rinascere di nuovo, ad infinitum. La poesia . non ha fine . è inedita e scritta apposto per il video

Lungo il percorso delle mura

Ore 17.30Letture sceniche di Letizia Leone – Fiori in scatola | Madrigali sui fiori della Terra. Sono forme in disuso il fiore e il madrigale?

Brevi componimenti per le vite effimere dei fiori, vite fuori moda, fragili parvenze ludiche da addobbo e cerimonia. Già Victor Hugo ammoniva i suoi contemporanei: “negate questa eterna farmacia di fiori e metalli che si chiama mondo…” prefigurando in quale residuo spazio psichico sarebbe stato relegato il vasto regno della vita minerale, vegetale o animale dall’uomo moderno. Quasi si trattasse ormai solo di scorie e merce. Solo oggetti utili e nostri. Sfruttati solo per i commerci. Allora ci si chiede: si può ancora cogliere la situazione psichico-spirituale del paesaggio contemporaneo con la forza di un’erba, di una rosa, di un prato? Come può tanta vita vegetale ricacciata ai margini, tanta meticolosa perfezione, quel suo oltreumano delicato incanto riprendere forza, parola, visibilità?

Eppure la parola estrema su ogni distruzione può arrivare con il codice curativo e pacifico di un’altra lingua: bagliori odori vapori di ogni lussureggiante fiore. Serve questo immenso portato di vita smarrita per guarire dalla disattenzione. Fiori e madrigali, forme deteriori, topoi di tradizione cinquecentesca rimescolati con brio espressionistico e un po’ incupiti. Le fragranze da un giardino di delizia, di un orto, di fantasmi rinascimentali. Ecco questi i madrigali lenitivi.

Gli artisti&innocenti

Ore 18.00 artisti&innocenti Color verde bosco   – azioni si susseguono intorno al tema della mostra. Un tableaux vivant che trae spunto dai temi classici: del “Déjeuner sur l’Erbe”, dell’“Hortus Conclusus” e soprattutto, riprendendo la formula del salutare isolamento dei protagonisti, del “Decamerone” col suo ridotto consesso umano che si intrattiene con racconti, isolandosi dal contagio del mondo.Come avviene negli opulenti assembramenti di modelle e modelli nei poster pubblicitari di uno stilista di moda, il benessere artificiale si contrappone, in un apparente trionfo, alla normalità concreta, reale e mutevole della natura. Presentando un errore di fondo, un fraintendimento di senso e sostanza.

Innocenti: Armando, Davide, Franco, Frullo, Karin, Lisa, Manuella, Marcella, Maria Ana, Otto, Petra, Riccardo, Roberta, Silvia, Sokha, Sole.

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