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Pinocchio di Del Toro, una favola dark ambientata nell’Italia fascista

Per amare il Pinocchio di Guillermo Del Toro, dal 4 dicembre nei cinema e dal 9 dicembre su Netflix, occorre mettere da parte la storia del burattino che intere generazioni conoscono perfettamente. Il regista, infatti, sconvolge sia i personaggi che le ambientazioni…

Sta per arrivare il Pinocchio di Guillermo Del Toro, dal 4 dicembre nei cinema e dal 9 dicembre su Netflix. E farà discutere, sicuramente, perché sconvolge gran parte della storia, dai suoi personaggi alle sue ambientazioni. Il film fantasy musicale d’animazione in stop-motion è diretto da Guillermo del Toro e Mark Gustafson, al suo debutto alla regia, con la sceneggiatura di del Toro e Patrick McHale.

Nel cast Ewan McGregor, David Bradley, Gregory Mann, Burn Gorman, John Turturro, Ron Perlman, Finn Wolfhard, Cate Blanchett, Tim Blake Nelson, Christoph Waltz e Tilda Swinton.

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La (breve) trama del film

Tante le differenze, innumerevoli. Giusto per raccontare i primi 5 minuti, Geppetto perde il suo giovanissimo figlio, Carlo, a causa di un bombardamento. La disperazione lo porta ad abbandonarsi all’alcol, sino a realizzare, ubriaco, il burattino, approssimativo, un po’ freak, incompleto. Una creatura donerà quindi, mentre Geppetto giace per terra, la vita “per riportare la gioia al povero Geppetto”. Ma non sarà facile.

Una favola dark ambientata nell’Italia fascista degli anni Trenta

Tra le altre differenze, senza spoilerare troppo ma attenendoci sempre alle prime immagini, il Grillo parlante è uno scrittore alle prese con la sua autobiografia, la storia si svolge durante il fascismo e Lucignolo è il figlio di un podestà fascista. Anche Lucignolo viene trasformato. Ma le sorprese non finiscono qui. Del Toro azzarda e stravolge un grande classico, ma conquista comunque sia gli occhi che il cuore.

La genesi del film

Pinocchio è stato annunciato da del Toro nel 2008 e originariamente sarebbe dovuto essere rilasciato nel 2013/2014. Nel gennaio 2017, l’annuncio che McHale avrebbe co-scritto la sceneggiatura, ma la produzione venne sospesa nel novembre 2017 poiché non c’erano stati finanziamenti. Una volta acquisito da Netflix, i lavori ripartirono.

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