Skip to content

“Patrimonio mondiale: la natura e le impronte umane”, gli scatti di Michele Spadafora al Museo delle Mura

Sino al 3 dicembre 2023, presso il Museo delle Mura di Roma, lo sguardo sui Siti Patrimonio Mondiale di Michele Spadafora

Sino al 3 dicembre 2023, presso il Museo delle Mura di Roma, sarà visitabile la mostra “Patrimonio mondiale: la natura e le impronte umane”, la mostra fotografica di Michele Spadafora.

Scopri le altre mostre di Roma su Uozzart.com

Le opere in mostra

È pensiero diffuso che il Patrimonio Mondiale sia rappresentato solo da siti che mostrano monumenti e rovine dei tempi antichi. Pochi sanno che fanno parte di quel Patrimonio anche altre costruzioni e architetture, beni naturali, passaggi culturali e quelle “eredità culturali intangibili”, ancora presenti e vive, trasmesse da generazioni, che sono divenute segni identitari di comunità e gruppi sociali: espressioni orali, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, artigianato tradizionale.

Anche luoghi e beni, quindi, che testimoniano tradizioni e culture dell’Uomo e del suo genio creativo, la sua interazione con l’ambiente e le sue costruzioni architettoniche, la Natura, i paesaggi, gli habitat di biodiversità.

Tutti “patrimoni mondiali” esposti

Tra cittadelle fortificate, architetture urbane, centri storici e giardini, luoghi culturali e spirituali, monasteri, templi e chiese, castelli del deserto e piramidi a terrazze, deserti, savane e foreste, le foto ritraggono 39 siti Patrimonio Mondiale: Ait-Ben-Haddou (Marocco), Alcobaça (Portogallo), Alto Douro (Portogallo), Altopiani Centrali (Sri Lanka), Amsterdam (Paesi Bassi), Anjar (Libano), Antigua (Guatemala), Baalbek (Libano), Batalha (Portogallo), Brugge (Belgio), Chiloé (Cile), Coimbra (Portogallo), Dambulla (Sri Lanka), Echmiatsin e Zvartnots (Armenia), El Jadida (Marocco), Essaouira (Marocco), Fez (Marocco), Galle (Sri Lanka), Haghpat e Sanahin (Armenia), Kandy (Sri Lanka), Lago Ovest (Hangzhou, Cina), Marrakesh (Marocco), Meknes (Marocco), Ngorongoro (Tanzania), Oporto (Portogallo), Ouadi Qadisha (Libano), Petra (Giordania), Polonnaruwa (Sri Lanka), Quiriguá (Guatemala), Quseir Amra (Giordania), Rabat (Marocco), Rapa Nui (Cile), Serengeti (Tanzania), Sigiriya (Sri Lanka), Suzhou (Cina), Tikal (Guatemala), Valparaíso (Cile), Volubilis (Marocco), Wadi Rum (Giordania).

Focus anche sul patrimonio culturale immateriale

Si aggiungono all’esposizione le immagini relative a 3 elementi inclusi nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, indagati dall’obiettivo di Michele Spadafora. Tra questi, il Fado portoghese, il canto popolare triste e nostalgico dell’animo portoghese eseguito da una voce che dialoga con una o due chitarre, accompagnate a volte da una o due viole. Nato nel quartiere di Alfama, a Lisbona, alla fine delle guerre napoleoniche, il Fado (da “fatum”), oggi si canta nelle taverne e case di fado della parte antica della città: un uomo o una donna cantano di amori di miserie e di morti, di dolore e disperazione, di destino cupo e ineluttabile.

E ancora, la piazza Jemaa el-Fna, simbolo di Marrakesh e della tradizione popolare del Marocco, posta all’ingresso della Medina e punto d’incontro di giorno e di notte, gremita di venditori e bancarelle, suonatori e cantastorie, danzatori e guaritori, predicatori ed indovini, portatori d’acqua e incantatori di serpenti. E infine l’Armenia con la sua “croce di pietra” o Khachkar, una stele commemorativa in pietra che racchiude una croce finemente scolpita poggiata sul simbolo del sole (o della ruota eterna), ornata con rosette, intrecci e motivi vegetali (raramente figure divine o di santi), rappresentazione dell’albero perenne della vita. Una volta eretta viene benedetta ed unta, e diviene segno religioso.

Appassionato di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine FacebookTwitterGoogle News e iscriviti alla nostra newsletter

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Rilevato blocco annunci

La pubblicità è il motivo per cui il nostro magazine è gratuito.
Supporta Uozzart disattivando il blocco degli annunci.

OK
%d