Il giorno di Natale, le famiglie erano solite tenere le porte di casa aperte a tutti, per mostrare il presepe con i suoi tradizionali “pupazzi” in creta

I pastori del presepe, chiamati “pupazzi”, erano di creta, colorati solo sul davanti e l’arte del crearli era un mestiere che si tramandava di padre in figlio, oggi pressoché scomparso. Roma aveva una nobile tradizione artigiana, erano famosi i presepi nelle chiese dell’Ara Coeli, di San Francesco a Ripa, di Sant’Andrea della Valle e di San Rocco in via di Ripetta e anche moltissimi presepi privati. Il giorno di Natale grandi e piccoli andavano visitarli e le famiglie tenevano le porte di casa aperte proprio per mostrare il presepe a tutti.
Nel corso degli anni la rappresentazione visiva del Natale va via via volatizzandosi. Tuttavia resiste nelle abitazioni private. Finché nel 1965 il presepe a Roma esce anche ufficialmente per le strade. Oltre al tradizionale allestimento a piazza Navona, in quell’anno ne vengono preparati altri due, uno sulla scalinata di Trinità dei Monti e uno a Piazza del Popolo, lo splendido presepe del Poligrafico dello Stato con statuette del Settecento Napoleonico”.
Da: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS1122027
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

