Last Updated on 29/12/2023
I “pifferai” scendevano nella Capitale dai monti degli Abruzzi e dalla Ciociaria dal 25 novembre, festa di Santa Caterina, fino all’antivigilia. Ma non erano i soli ad esibirsi in strada: i “carciofolari”, erano suonatori non di zampogna ma di arpa…

A Roma durante feste non poteva mancare la musica. I “pifferai” scendevano nella Capitale dai monti degli Abruzzi e dalla Ciociaria dal 25 novembre, festa di Santa Caterina, fino all’antivigilia, quando facevano ritorno dalle rispettive famiglie per il Natale. Se ne ha notizia, forse la prima volta, nel 1618 nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
Suonavano zampogne e pifferi “avvolti in larghi mantelli con il cappello di feltro ornato di nastri a vivaci colori le caratteristiche ciocie ai piedi” racconta Ottorino Montenovesi ne “Il Natale a Roma prima del 1870 “. Si spostavano a gruppi di due o tre e intonavano cantilene con parole e vocalizzi a volte incomprensibili davanti alle edicole sacre, alle facciate delle case, negli androni dei palazzi, nelle stalle delle latterie.
Ma non erano i soli ad esibirsi in strada: i “carciofolari”, erano suonatori non di zampogna ma di arpa, “più a buon mercato dei pifferai dei quali si consideravano poco meno che nemici”.
Da: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS1122027
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

