Gio. Apr 9th, 2026

Storia della moda: la sperimentazione e la ribellione degli anni Settanta

Storia della moda: la sperimentazione e la ribellione degli anni Settanta
Storia della moda: la sperimentazione e la ribellione degli anni Settanta

Gli anni Settanta sono un decennio di sperimentazione e ribellione, che eredita il desiderio di rivoluzione sociale esploso negli anni Sessanta. La moda, come sempre d’altronde, si fa portavoce di queste istanze sociali: dal movimento hippie alla nascita della discoteca, dal femminismo alle lotte di classe

Gli anni Settanta sono un decennio di sperimentazione e ribellione, che eredita il desiderio di rivoluzione sociale esploso negli anni Sessanta. La moda, come sempre d’altronde, si fa portavoce di queste istanze sociali: dal movimento hippie alla nascita della discoteca, dal femminismo alle lotte di classe.

Il movimento hippie

Il movimento hippie nasce negli anni ’60 e continua a farsi strada nel decennio successivo. I “figli dei fiori” chiedono pace e amore, praticano uno stile di vita libero e informale. Riflettono i loro valori attraverso vestiti comodi e colorati, spesso caratterizzati da motivi psichedelici e tessuti naturali come il cotone e il lino. Ma anche indumenti esotici ed una grande quantità di monili.

La nascita della discoteca

Avete presente il personaggio Disco Stu dei Simpsons? O “La febbre del sabato sera”? Ecco, queste sono le vibes. È proprio negli anni Settanta infatti che nasce la discoteca moderna, così come la conosciamo oggi. In questo periodo vestiti scintillanti, tessuti metallici e abiti aderenti diventano la norma. A tal proposito possiamo citare Elio Fiorucci, uno tra i primi a lanciare nell’ambito della moda i tessuti elasticizzati, un must nelle discoteche.

Il femminismo

Gli anni Settanta sono un periodo in cui il movimento femminista porta avanti importanti battaglie per il riconoscimento di diritti quali l’aborto e il divorzio. L’abbigliamento per queste donne è un potente mezzo di comunicazione: è un’arma per sfidare i tradizionali ruoli di genere, rompere con le norme imposte da una società patriarcale, essere considerate pari agli uomini, esprimere un senso di empowerment e libertà. Indossano quindi i pantaloni (specialmente a zampa), abiti senza forme rigide, giacche prese direttamente dal guardaroba maschile.

Lotte di classe

Ci sono i ricchi e i poveri. Ci sono la classe borghese e quella operaia. Ci sono quelli di destra e quelli di sinistra. E nessuno si dimentica di sottolineare le differenze di classe attraverso l’abbigliamento.

Abbiamo l’alta moda, per “i ricchi”, con brand come Gucci, in grado di reinterpretare lo stile boho chic dell’epoca in chiave lussuosa. O Giorgio Armani, che, nonostante sia emerso alla fine degli anni ’70, segna un importante punto di svolta ed influenza la moda successiva.

Abbiamo il prêt-à-porter (nato in Italia proprio in questo decennio e riferimento per una classe borghese) e quindi la definitiva democratizzazione della moda attraverso lo sviluppo dei moderni processi di industrializzazione.

Ma c’è anche il vintage. I giovani dell’epoca (specialmente quelli “di sinistra”) cercano libertà espressiva e la trovano nei mercatini dell’usato, dove possono comprare abbigliamento e accessori a poco prezzo.

Capi iconici degli anni Settanta

Quando pensiamo agli anni Settanta, vengono subito in mente alcuni capi iconici: pantaloni a zampa d’elefante, gonne lunghe ed ampie, scarpe e stivali con la zeppa, magliette tie-dye…

Vediamo però adesso la storia di altri due capi iconici in particolare: il caftano e le espadrillas. Due capi diversi, ma uniti da una storia comune: Yves Saint Laurent negli anni ’70 li fa entrare a pieno titolo nel mondo dell’alta moda, rendendoli improvvisamente fashion.

Partendo dal caftano, si tratta di un abito tipico dell’Oriente e Medio Oriente, dove le alte temperature richiedono abiti leggeri e comodi, e la sua storia risale fino al quattordicesimo secolo. Negli anni Sessanta e Settanta l’Occidente sviluppa un forte interesse verso il mondo orientale, moda compresa. Arriva così il caftano e Yves Saint Laurent, che spesso si reca a Marrakech presso la sua Villa Oasis, si innamora di questo capo d’abbigliamento e lo reinventa in chiave moderna e alla moda, portandolo sulle passerelle.

Parliamo infine delle espadrillas. Le famose scarpe intrecciate esistono fin dal 1776, diffuse dalla famiglia Castañer in Spagna. Quasi 200 anni dopo, sembra non esserci più mercato per le espadrillas, nate di fatto come scarpe basse e comode per contadini e abitanti delle zone rurali. La svolta arriva nel 1972, quando Yves Saint Laurent incontra durante una fiera a Parigi i Castañer e propone loro di creare il primo modello di espadrillas con la zeppa. Nessuno ci aveva mai pensato prima, ma il successo è immediato.

Verso gli anni Ottanta

In questo articolo abbiamo parlato di discoteca e di abiti scintillanti, abbiamo citato stilisti come Giorgio Armani… Ecco che iniziano a gettarsi le prime basi per lo sviluppo della moda tipica degli anni Ottanta.

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