La moda negli anni Ottanta è eccesso, creatività, consumismo e soprattutto esaltazione dell’individualità. Per molti versi, gli ideali e le istanze che si erano affermati negli anni Settanta vengono ora annullati…

La moda negli anni Ottanta è eccesso, creatività, consumismo e soprattutto esaltazione dell’individualità. Per molti versi, gli ideali e le istanze che si erano affermati negli anni Settanta vengono ora annullati. L’idea del gruppo, della comunità, di unirsi per cambiare il mondo tutti insieme si infrange e si rivolgono le energie al proprio interno, per valorizzare la propria unicità in quanto individui. La classe borghese che era stata sfidata nel decennio precedente ritrova adesso il proprio potere e lo mostra alla società indossando gli abiti di Giorgio Armani.
Scopri tutti gli articoli sulla storia della moda di Uozzart.com
L’influenza di Giorgio Armani e Gianni Versace
Vale la pena proprio iniziare parlando di Giorgio Armani, le cui creazioni accompagnano il passaggio della società dagli anni ’70 agli anni ’80. Con abiti maschili rigorosi, ma allo stesso tempo leggeri e pratici, e abiti femminili androgini, Armani veste gli yuppie, giovani professionisti ambiziosi appartenenti alla nuova borghesia che abbracciano uno stile di vita lussuoso e materialista.
L’idea di lusso è sposata appieno da Gianni Versace, che, allontanandosi dal perbenismo borghese di Armani, porta un’estetica audace e sensuale sulla passerella, con stampe vivaci e dettagli dorati che incarnano lo spirito dell’opulenza degli anni Ottanta.
La nascita di un’icona: la Birkin
Apriamo una piccola parentesi dedicata ad una borsa iconica che è ancora oggi desiderata da tutti gli amanti della moda nel mondo.
È proprio negli anni Ottanta che la borsa Birkin di Hermès diventa un simbolo di status e glamour. Ideata da Jean-Louis Dumas (allora Presidente di Hermès) nel 1984, è ispirata all’attrice e cantante Jane Birkin. La storia vuole che, durante un volo aereo, a Jane Birkin si rovesciò la borsa che era piena di effetti personali e confessò a Dumas, che era accanto a lei, che non riusciva a trovare una borsa sufficientemente capiente per portare tutte le sue cose. E il resto è storia.
La moda negli anni Ottanta tra mainstream e underground
Ma usciamo dal mondo idilliaco dell’alta moda e arriviamo sulle strade.
Gli anni Ottanta vedono l’emergere dell’hip hop come una delle forze culturali dominanti. I rapper e gli artisti hip hop indossano catene d’oro, simbolo da sempre di potere e quindi di desiderio di rivalsa sociale; pantaloni cadenti, presi direttamente dall’ambiente delle carceri, simbolo di esclusione dalla società mainstream; sneakers e tute sportive, simbolo della commistione tra diverse occasioni d’uso.
E, a proposito di commistione, anche il più tradizionale degli abiti da lavoro, il jeans, negli anni ’80 diventa un capo fashion, che, in base al logo del brand che riporta, è un mezzo di identificazione personale.
Capiamo quindi che, da una parte, abbiamo una classe borghese con sempre più potere economico, ottimista e scintillante. Pensiamo a Madonna come esempio di questa tendenza “mainstream”. Dall’altra parte, abbiamo delle istanze più controcorrente, che vengono dalle strade e da strati della popolazione meno benestante, le chiameremo “underground”. L’esempio qui è Vivienne Westwood.
La street fashion e il New Romantic
Nel contesto dell’esplosione della cultura giovanile, la street fashion assume un ruolo centrale negli anni Ottanta. I quartieri urbani (tra cui il famosissimo Bronx, a New York) diventano laboratori di stile, con le tendenze che si diffondono rapidamente attraverso le strade delle città, influenzando la moda globale.
Ma abbiamo anche il movimento New Romantic, con uno stile eccentrico ed esagerato, abiti sontuosi, trucco elaborato e capelli cotonati. I riferimenti sono Boy George e David Bowie.
Gli anni Novanta sono alle porte ed il passaggio tra le due decadi non sarà un’improvvisa rottura, ma alcune istanze affermate o germogliate negli anni Ottanta vedranno la loro espressione e trasformazione negli anni Novanta.
Appassionati di arte, teatro, cinema, architettura, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X e Google News
Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

