Il Teatro Argentina, dal 3 al 14 aprile 2024, presenta Così è (se vi pare), uno dei drammi maggiormente rappresentati di Luigi Pirandello, per la regia di Luca De Fusco

Il Teatro Argentina, dal 3 al 14 aprile 2024, presenta Così è (se vi pare), uno dei drammi maggiormente rappresentati di Luigi Pirandello, per la regia di Luca De Fusco. Tratta dalla novella La signora Frola e il signor Ponza suo genero, l’opera teatrale fu rappresentata per la prima volta nel giugno del 1917 e ruota intorno ad uno dei temi centrali della poetica di Pirandello, ovvero l’inconoscibilità del reale – di cui ognuno può dare una propria interpretazione – che spesso non coincide con quella degli altri. Ne deriva così un relativismo delle forme, delle convenzioni e dell’esteriorità, un’impossibilità di conoscere la verità assoluta.
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Sesta regia pirandelliana per Luca De Fusco e terza collaborazione con Eros Pagni
Sesta regia pirandelliana per Luca De Fusco e terza collaborazione con Eros Pagni che veste in Così è se vi pare i panni del protagonista. L’allestimento parte dalla teoria che Macchia formulò attorno al Così è se vi pare diretto da De Lullo, uno dei più compiuti sotto ogni punto di vista, quello in cui diventa più che mai chiaro in Pirandello il senso del teatro come processo.
La trama dello spettacolo
Nel rispondere agli altri e nel dialogare tra loro, la signora Frola e il signor Ponza non hanno infatti più bisogno di fingere che il pubblico non esista: è anzi proprio al pubblico che parlano, ognuno difendendo se stesso e ognuno cercando di dimostrare i difetti e la pazzia dell’altro.
È proprio questo processo di messa a nudo di sé stessi e di racconto della propria vicenda la tortura di cui parla Macchia: una sofferenza atroce, ma allo stesso tempo un bisogno ineludibile, l’unico modo per rivendicare la propria esistenza. Un bisogno che, oggi più che mai, siamo tutti in grado di comprendere e di fronte al quale ci riveliamo vulnerabili, anche attraverso l’ossessiva esigenza di condivisione che passa dalla socialità virtuale: Pirandello aveva già intuito che non raccontarsi è come non esistere e ne aveva presagito le conseguenze insieme a quelle della morbosa curiosità dello sguardo altrui.
De Fusco sceglie di bandire ogni elemento grottesco dalla rappresentazione
Ecco perché De Fusco sceglie di bandire ogni elemento grottesco dalla rappresentazione, prediligendo una chiave interpretativa di ispirazione kafkiana, improntata all’incomprensibilità e al mistero, collocando i personaggi al centro di uno spazio angusto e oppressivo, che potrebbe essere il cortile di un manicomio o un insieme di palchi teatrali.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

