Mar. Mag 19th, 2026

A Santo Spirito in Sassia le migranti di Pizzi Cannella

A Santo Spirito in Sassia le migranti di Pizzi Cannella
A Santo Spirito in Sassia le migranti di Pizzi Cannella

Sino al 27 aprile 2024 alle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma sarà visitabile la mostra Pizzi Cannella. Le migranti…

Sino al 27 aprile 2024 alle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma sarà visitabile la mostra Pizzi Cannella. Le migranti, organizzata da BAM Eventi d’Arte, in collaborazione con Archivio Pizzi Cannella, con il contributo di Mucciaccia Gallery e MAG Assicurazioni. L’esposizione ha il patrocinio della Regione Lazio e dell’ASL Roma I.

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Le opere in mostra

Le migranti è una mostra dalla forte potenza evocativa, rafforzata dalla scelta della sede, le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma, nelle quali è ancora palpabile l’antica funzione di accoglienza e di cura dei pellegrini per le quali furono edificate nel XV secolo per volontà di Papa Sisto IV. E come sottolinea  Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, nel suo testo in catalogo: “Lo spirito del luogo, la sua vocazione storica all’accoglienza e il suo significato simbolico, legato alla caritas cristiana, rendono Santo Spirito in Sassia un luogo ideale per ospitare la mostra…

La mostra, dunque, intesse un dialogo profondo e proficuo con lo spirito del luogo. Un dialogo che rende più vitale lo straordinario patrimonio culturale, materiale e immateriale, del complesso archi­tettonico e attraverso una visione dinamica ne rafforza la conoscenza e il grado di percezione”.

In mostra 99 grandi tele inedite, tutte realizzate nel 2015

In mostra 99 grandi tele inedite, tutte realizzate nel 2015, appese prive del telaio, come delle quinte teatrali o degli abiti lasciati ad asciugare al sole, attorno alle quali ciascun visitatore può aggirarsi e lasciarsi suggestionare dalle possibili storie evocate. Questo perché per Pizzi Cannella non conta tanto lo spazio fisico, tanto quello mentale, nel quale ogni singolo elemento rimanda a emozioni, memorie e suoni, che evocano l’avventura umana. 

I 99 abiti sono tutti diversi, disadorni o eleganti, trasparenti e leggeri, importanti ed elaborati, identificati da un nome di donna e ognuno reca scritto un pensiero sul retro, allusivo a delle storie possibili e immaginabili. Abiti che diventano simbolo e insieme essenza di una condizione umana, fragile ma imperturbabile, in cui i concetti di memoria, affezione e radicamento si nutrono vicendevolmente, lasciando allo spettatore il compito di immaginare la vita, la persona, la migrante che letteralmente “abita” quel vestito, le sue paure, i suoi sogni, le sue speranze.

Chi è Piero Pizzi Cannella 

Piero Pizzi Cannella nasce a Rocca di Papa nel 1955 e comincia a dipingere da piccolissimo. Dal 1974 al 1977 frequenta il corso di pittura tenuto da Alberto Ziveri all’Accademia di Belle Arti di Roma e, contemporaneamente, s’iscrive al corso di Filosofia alla Sapienza. La memoria è, da più di trent’anni, il filo rosso del percorso creativo dell’artista, che si esprime con un linguaggio raffinato ed enigmatico, denso di segni criptici, di tracce simboliche ricorrenti dal significato quasi esoterico.

Con una materia pittorica corposa, dai primi Ottanta Pizzi Cannella si concentra su oggetti del quotidiano domestico – come gioielli, abiti, tavoli, fiori secchi, sedie, ventagli, lucertole o anfore – privi di ogni spessore, immersi in una realtà evanescente, per alcuni tratti metafisici, nella quale sembrano condensarsi metaforicamente la vita e l’essenza di un passato dimenticato, le nostalgie, i sogni e le memorie collettive del nostro presente.

Nel 1982 stabilisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere, nel quartiere romano di San Lorenzo

Nel 1982 stabilisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere, nel quartiere romano di San Lorenzo, dando vita alla “Scuola di San Lorenzo” con Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio e Marco Tirelli, con i quali partecipa a numerose mostre collettive, tra le quali nel 1984 Ateliers, a cura di Achille Bonito Oliva. Negli anni tiene diverse mostre personali e collettive in istituzioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

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