Last Updated on 27/06/2024
“La dama con l’ermellino” offre uno sguardo prezioso sulla moda e sulla società rinascimentale, evidenziando l’importanza degli abiti nel comunicare tanto lo status sociale, quanto il gusto estetico

“La dama con l’ermellino” è un dipinto ad olio rappresentativo del Rinascimento italiano, realizzato da Leonardo da Vinci tra il 1489 e il 1491. L’opera ritrae Cecilia Gallerani, amante di Ludovico Sforza, detto il Moro, seduta con grazia e con in grembo un ermellino, simbolo di nobiltà e purezza. Questo capolavoro è conservato presso il Museo Czartoryski a Cracovia, in Polonia, e rappresenta uno dei ritratti più celebrati ed enigmatici dell’intera produzione artistica di Leonardo.
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La dama con l’ermellino: uno sguardo sulla moda del Rinascimento
Tanti sono i significati e le interpretazioni che gli storici e i critici hanno attribuito tanto all’ermellino quanto alla reale identità della protagonista di questo dipinto. Ma in questo articolo ci concentreremo su un altro aspetto: quello dell’abbigliamento. “La dama con l’ermellino” offre uno sguardo prezioso sulla moda e sulla società rinascimentale, evidenziando l’importanza degli abiti nel comunicare tanto lo status sociale, quanto il gusto estetico.
Quest’opera è infatti un esempio estremamente interessante dell’abbigliamento dell’epoca perché non solo rappresenta fedelmente abiti, accessori e acconciature tipici del Rinascimento, ma evidenzia anche l’attenzione della protagonista nello stare al passo con le mode e persino (come vedremo tra pochissimo) nell’anticiparle.
Gli abiti della dama con l’ermellino
Come detto, gli abiti della dama comunicano perfettamente il suo status. Infatti, sono abiti tipici delle donne aristocratiche dell’epoca. La dama indossa un abito con maniche lunghe, adornate con applicazioni e dettagli preziosi. I colori prevalenti dell’abito sono il rosso e il blu e la dama non porta gioielli vistosi, ma solo una lunga collana di granati, simbolo di fedeltà amorosa, presumibilmente un dono di Ludovico il Moro.
Su una spalla la dama indossa un manto di colore blu, detto sbernia. Un velo scuro, legato con un nastro nero sulla fronte, avvolge i capelli raccolti in un elegante coazzone, avvolto da un trenzale. L’immagine che Leonardo da Vinci ci restituisce di questa donna è quella di una sobria eleganza, ma anche di grazia e solennità.
L’abbigliamento di origine spagnola
Abbiamo accennato finora due aspetti: il primo, che il dipinto mostra come la sua protagonista fosse capace di anticipare le mode; il secondo, che la donna indossa tre particolari elementi: la sbernia, il coazzone e il trenzale.
Si tratta di elementi tipici della moda spagnola rinascimentale, che si dice sia arrivata alla corte sforzesca con Beatrice d’Este nel 1491. Beatrice d’Este, infatti, era un vero e proprio riferimento per la moda del periodo. Ma “La dama con l’ermellino” è stato completato nel 1491, il che ci può far presupporre che Cecilia Gallerani già conoscesse e indossasse le mode spagnole ancor prima dell’arrivo ufficiale di Beatrice d’Este.
Scendendo nei dettagli, gli elementi tipici dell’epoca, influenzati dalla moda spagnola e che possiamo ritrovare nel dipinto de “La dama con l’ermellino” sono:
- la sbernia, ovvero il manto indossato, come da moda spagnola, su una sola spalla;
- il coazzone (chiamato anche, non a caso,treccia alla catalana o treccia alla spagnola), ovvero l’elaborata capigliatura con una lunga coda o treccia, intrecciata con nastri;
- il trenzale (o trinzato) è una variante del coazzone indossata solo da donne di alto lignaggio e consiste nel velo o rete, fermato con un laccio nero sulla fronte, che avvolge il coazzone.
In conclusione, attraverso l’analisi dei dettagli dell’abbigliamento nella dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, possiamo ottenere preziose informazioni sulla moda e sullo stile delle donne aristocratiche del Rinascimento, confermando ancora una volta come l’abbigliamento sia sempre un veicolo di importanti informazioni sulla storia, sulla cultura e sulla politica di una società.
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Classe 1996, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Psicologia della Comunicazione e del Marketing all’Università Sapienza. Il suo lavoro nella comunicazione è iniziato appena compiuti 18 anni, nel settore degli eventi e delle promozioni, e continua oggi nel mondo del marketing digitale, come libera professionista. Scrive sul suo blog “La Stanza di Michela” e collabora con diverse testate online parlando dei temi che più ama quali moda, psicologia, viaggi, lifestyle, film e serie TV.

