Sino al 15 settembre 2024, presso Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Roma, sarà visitabile la mostra “Questo è Aquilino figlio del vento”, con i ritratti dei cavalli Rospigliosi di Johan Reder e Paolo Monaldi dalle collezioni capitoline

Sino al 15 settembre 2024, presso Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Roma, sarà visitabile la mostra “Questo è Aquilino figlio del vento”, con i ritratti dei cavalli Rospigliosi dalle collezioni capitoline. Realizzata in occasione del 91esimo Concorso Ippico di Piazza di Siena la mostra raccoglie una serie di 14 opere dedicate ai celebri cavalli di Camillo Rospigliosi, realizzate da Johan Reder e Paolo Monaldi.
Scopri le altre mostre di Roma su Uozzart.com
Le opere in mostra
Camillo Rospigliosi (1714-1753) fece ritrarre dai pittori Johan Reder (1692-1764) e Paolo Monaldi (1704-1780) i suoi amati cavalli e, in particolare, il campione Aquilino, per il quale compose egli stesso versi pomposi che documentano la passione del principe per l’ippica e la specifica predilezione per il suo cavallo.
Nell’ottica di valorizzazione delle opere presenti nelle collezioni capitoline e delle loro diffusione e conoscenza verso un più vasto pubblico, il nucleo di dipinti selezionato risulta di particolare interesse sia per l’ambito di realizzazione della mostra stessa, il conosciutissimo Concorso Ippico di Piazza di Siena, sia per la specificità del tema trattato e per la vicenda personale del collezionista originario.
Con la mostra s’intende anche celebrare quella che in genere viene definita come la “cultura del cavallo”
Con la mostra s’intende anche celebrare quella che in genere viene definita come la “cultura del cavallo”, offrendo l’occasione di apprezzare opere poco note, a oltre vent’anni dalla loro prima esposizione, che costituiscono un corpus unico nel suo genere. I protagonisti indiscussi sono dunque gli amati cavalli del principe Rospigliosi, splendidi esemplari di razze equine dalle nobili genealogie, allevati nelle sue tenute di Campo Salino a Maccarese e a Zagarolo.
Le sue cavalle Gelsomina, Capriola e Polledruccia, o i destrieri Bicchierino, Leggiadro e Brigliadoro, furono così immortalati nei ritratti di Reder con in primo piano il preferito, Aquilino, “figlio del vento”.
Chi è Johan Reder
Johan Reder (1692-1764), figlio e allievo dell’affermato battaglista Christian Reder, attivo a Roma, che lo introdusse nella famiglia Rospigliosi, Johan fu anch’egli un discreto pittore dedito al genere della pittura di paesaggio. Le opere presentate in mostra possono essere accostate stilisticamente ai dipinti autografi dell’artista presso la Galleria Pallavicini di Roma, che raffigurano una Gita in campagna‘ e un Riposo durante la caccia, rese note da Federico Zeri, o ad altre già in collezione privata, nelle quali Reder anima i vasti paesaggi con personaggi e animali nei modi che gli sono assolutamente peculiari. Coloratissime scene, piene di vita, a tratti un po’ naïf, che lo resero protagonista del “paesaggismo con figure” nella prima metà del XVIII secolo, raggiungendo l’apice della carriera con il celebre dipinto dedicato alla Festa del principe Rospigliosi alla Villa della Magliana, anch’esso al Museo di Roma.
Chi è Paolo Monaldi
Paolo Monaldi (1704-1780), allievo del vedutista Paolo Anesi col quale collaborò dipingendo figure nelle sue vedute romane e in particolare nella decorazione di Villa Chigi. Le sue scene di genere, molto vicine allo stile dei bamboccianti del tardo Seicento, furono particolarmente apprezzate dalle famiglie patrizie romane e in particolare dai Rospigliosi, per i quali dipinse diverse tele tra cui uno dei ritratti del cavallo Aquilino esposti in mostra.
Appassionato/a di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

