Mer. Apr 22nd, 2026

Maturità 2024: di cosa parla Pellegrinaggio di Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti @Uozzart
Giuseppe Ungaretti @Uozzart

Il testo e il significato della poesia di Ungaretti “Pellegrinaggio”, scelta dal Ministero come traccia per la prima prova dell’esame di maturità 2024 al tema d’italiano

La prima traccia dell’Esame di Maturità 2024 è Pellegrinaggio, un brano di Giuseppe Ungaretti tratto dalla raccolta L’Allegria, inclusa anche in Vita d’un uomo. Queste poesie, scritte durante gli anni in cui il poeta era in guerra come fante, documentano la sua esperienza. Ungaretti, che all’epoca era un interventista, ci presenta testi di guerra caratterizzati da un lavoro di isolamento e di esaltazione della parola singola, esaltandone sonorità, ritmo, intensità emotiva e significato, come sottolinea il saggio critico nell’edizione Mondadori.

Le poesie di Ungaretti sono spesso brevi, composte da poche parole e costruite su immagini singole che simboleggiano il ritorno all’essenziale e ai valori umili, in contrasto con la retorica dell’epoca. Stilisticamente, queste poesie rilanciano valori originari e profondi, opponendosi a forme letterarie ormai abusate e inerti.

Il testo di Pellegrinaggio

In agguato

in queste budella

di macerie

ore e ore

ho strascicato

la mia carcassa

usata dal fango

come una suola

o come un seme

di spinalba

Ungaretti

uomo di pena

ti basta un’illusione

per farti coraggio

Un riflettore

di là

mette un mare

nella nebbia”

Il commento alla poesia

La poesia scelta dal Ministero per la prima prova dell’esame è un esempio emblematico di questo stile. Tratta da L’Allegria e inclusa sia in Vita d’un uomo che nel Meridiano Mondadori, questa poesia racconta la fatica delle trincee. Ungaretti descrive la trincea come “budella di macerie”, una metafora potente che evoca disfacimento e corruzione. Il poeta si riferisce al proprio corpo come a una “carcassa usata”, un francesismo che indica un corpo affaticato ma resistente.

Ungaretti si definisce “uomo di pena”, cioè di fatica, e intravede un barlume di speranza: “il riflettore di là” che mette “un mare nella nebbia”. Questa immagine offre un momento di sollievo e speranza nel mezzo della disperazione della guerra, rappresentando l’umanità resiliente del poeta.

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