Il testo e il significato della poesia di Ungaretti “Pellegrinaggio”, scelta dal Ministero come traccia per la prima prova dell’esame di maturità 2024 al tema d’italiano

La prima traccia dell’Esame di Maturità 2024 è Pellegrinaggio, un brano di Giuseppe Ungaretti tratto dalla raccolta L’Allegria, inclusa anche in Vita d’un uomo. Queste poesie, scritte durante gli anni in cui il poeta era in guerra come fante, documentano la sua esperienza. Ungaretti, che all’epoca era un interventista, ci presenta testi di guerra caratterizzati da un lavoro di isolamento e di esaltazione della parola singola, esaltandone sonorità, ritmo, intensità emotiva e significato, come sottolinea il saggio critico nell’edizione Mondadori.
Le poesie di Ungaretti sono spesso brevi, composte da poche parole e costruite su immagini singole che simboleggiano il ritorno all’essenziale e ai valori umili, in contrasto con la retorica dell’epoca. Stilisticamente, queste poesie rilanciano valori originari e profondi, opponendosi a forme letterarie ormai abusate e inerti.
Il testo di Pellegrinaggio
In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba
Ungaretti
uomo di pena
ti basta un’illusione
per farti coraggio
Un riflettore
di là
mette un mare
nella nebbia”
Il commento alla poesia
La poesia scelta dal Ministero per la prima prova dell’esame è un esempio emblematico di questo stile. Tratta da L’Allegria e inclusa sia in Vita d’un uomo che nel Meridiano Mondadori, questa poesia racconta la fatica delle trincee. Ungaretti descrive la trincea come “budella di macerie”, una metafora potente che evoca disfacimento e corruzione. Il poeta si riferisce al proprio corpo come a una “carcassa usata”, un francesismo che indica un corpo affaticato ma resistente.
Ungaretti si definisce “uomo di pena”, cioè di fatica, e intravede un barlume di speranza: “il riflettore di là” che mette “un mare nella nebbia”. Questa immagine offre un momento di sollievo e speranza nel mezzo della disperazione della guerra, rappresentando l’umanità resiliente del poeta.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

