È in corso alla Galleria BPER di Modena “La virtù e la grazia”, mostra che attraversa il Seicento italiano partendo dalla rappresentazione della figura femminile. Un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie che legge il Barocco come linguaggio morale, teatrale e profondamente simbolico
Alla Galleria BPER di Modena è in corso “La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura barocca”, progetto espositivo dedicato alla centralità del femminile nella pittura del Seicento. Il percorso prende in esame un immaginario vasto e stratificato, in cui la donna diventa presenza religiosa, figura morale, soggetto mitologico e costruzione allegorica. Il risultato è una lettura del Barocco che passa attraverso immagini capaci di tenere insieme devozione, seduzione, potere e fragilità.
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Il Seicento letto attraverso la figura femminile
La mostra assume la figura della donna come chiave per entrare nel lessico barocco. Non si tratta soltanto di un tema iconografico, ma di un vero dispositivo narrativo e simbolico: il corpo, il gesto, lo sguardo e l’atteggiamento diventano strumenti attraverso cui la pittura del Seicento organizza tensioni morali, passioni e conflitti. In questa prospettiva, il femminile emerge come luogo privilegiato per osservare la complessità di un’epoca.
Un percorso tra virtù, seduzione e allegoria
L’itinerario espositivo si sviluppa attorno a nuclei che mettono in relazione sante, eroine bibliche, figure della classicità, seduttrici e personificazioni allegoriche. La mostra segue così una linea che va dall’esemplarità religiosa alla forza drammatica del mito, fino alla costruzione di immagini che incarnano concetti, valori e moniti. È proprio in questo passaggio tra spiritualità, narrazione e simbolo che il progetto trova la sua coerenza.
Le opere e gli artisti
La selezione riunisce dipinti del Seicento provenienti dalla collezione del Gruppo BPER insieme a prestiti istituzionali e privati. In mostra compaiono, tra gli altri, Lucio Massari, Guido Cagnacci, Ludovico Carracci, Rutilio Manetti, Domenico Piola, Sisto Badalocchio, Giovanni Benedetto Castiglione, Giacomo Cavedoni, Bartolomeo Manfredi, Alessandro Tiarini e Valerio Castello. L’insieme restituisce un quadro articolato della pittura barocca italiana, mostrando differenze di scuola e di stile tenute insieme da una comune intensità narrativa.
La donna come centro del teatro barocco
Nel Seicento la figura femminile assume funzioni diverse e spesso opposte. Può incarnare la virtù e il sacrificio, ma anche il dubbio, la seduzione, l’ambiguità e il pericolo. La mostra insiste su questa pluralità di registri senza semplificarla: la donna è presenza esemplare e insieme terreno di tensione, immagine edificante ma anche soglia verso il desiderio, la colpa o la prova morale. È un doppio movimento che appartiene in modo strutturale alla cultura barocca.
L’allegoria come punto di arrivo
Nella parte conclusiva del percorso, l’allegoria chiarisce una delle funzioni essenziali della pittura del Seicento: trasformare la bellezza in significato. Le figure femminili non agiscono più soltanto come personaggi, ma come immagini-concetto. Attraverso di loro il Barocco costruisce un linguaggio capace di attrarre lo sguardo e orientarne la lettura, tenendo insieme invenzione formale e contenuto morale.
Fino al 28 giugno alla Galleria BPER
“La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura barocca”, a cura di Lucia Peruzzi, è visitabile a Modena fino al 28 giugno 2026 negli spazi della Galleria BPER, in via Scudari 9. L’ingresso è libero e gratuito. La mostra osserva i seguenti orari: venerdì dalle 14 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Sono previste anche visite guidate gratuite su prenotazione.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

